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Coraggio …

06 Ago

Le parole che seguono avrei desiderato averle scritte io… le ha scritte Renata Maderna e le ha pubblicate Anna Lisa, nel suo blog, nel lontano 2009..
Anna Lisa, una creatura meravigliosa, cui spero la vita riservi mille altre occasioni..

"Raccontano molti malati che uno dei momenti più difficili da digerire, peggio di un ago che penetra o una fitta di dolore, è quando un sano ti chiede come stai e tu capisci che l'unica risposta accettata è <<Tutto bene>>. Anzi, talvolta, ricevi anche un aiutino: << Stai bene, vero?>>, <<Ti vedo bene>>, << Hai una bella voce, si sente che stai ben…>>. Così, tolto il pensiero, si può passare ad altro, di meno imbarazzante, di meno delicato, meno doloroso. Per loro. Per te che sei malato, tutto rimane doloroso. Anzi un po' di più. Come aggiungere un etto di sofferenza a un sacco pieno. Ma, come raccontano molti malati, uno dei momenti più belli, meglio di una medicina o di una terapia, è quando gli altri ti vengono incontro e ti ascoltano sul serio. Senza bisogno di risposte rassicuranti. Senza paura di mettere in moto strane scaramanzie. E' come se ti portassero via un grammo, un chilo della tua sofferenza. Come dicessero: << Non aver paura, lasciati andare, di questo pezzetto mi occupo io>>.

Perchè pubblico queste parole?
Perchè le sento profondamente, perchè fanno parte di me e del mio quotidiano. In un mio post avevo scritto che quando qualcuno ti chiede come stai, sostanzialmente rispondi nel modo con cui il tuo interlocutore "vuole" che tu risponda..

E le ultime parole, Non aver paura, lasciati andare, di questo pezzetto mi occupo io me le ha dette il mio splendido gastroenterologo, di cui ho già parlato. E che non ringrazierò mai abbastanza per professionalità ed umanità.

Oggi sono girata, girata, girata..
No, non  perchè ieri mi hanno rubato il portafoglio, no.
Sono girata perchè dopo "la mia malattia" domani per la prima volta mi consento e consento alla mia famiglia una vacanza "vera" lontano da Ferrara..
E allora?
Allora ho paura!!!!!!!
Stranotte non sono stata benissimo e l'idea di dover girare per ospedali, in luoghi sconosciuti, mi imbestialisce…no, mi spaventa. Il mio ottimismo è andato già in vacanza… lui…
Con noi vengono due amici speciali… là ne trovo altri due….

Vabbè ora cercherò di fare ragionare la mia mente!!!!!!!!!

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6 commenti

Pubblicato da su 6 agosto 2011 in Senza categoria

 

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6 risposte a “Coraggio …

  1. fiorellasenzaradici

    7 agosto 2011 at 12:53

    Non e’ facile, ammetto, cercare di non far sanguinare una ferita che e’ stata segnata da una malattia cosi’ devastante sia nel corpo e nella mente, con frasi, magari banali, lo so per esperienza vissuta con i miei cari e con persone che ho assistito. Infatti certe volte piangevo, perche’ mi sentivo impotente nell’affrontare nel modo giusto un discorso. Ma ho constatato infine che a pelle le persone sensibili, capiscono quanta verita’ e affetto ci possono essere nelle frasi dette da noi. Un bacio Fiorella.

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  2. timenn

    9 agosto 2011 at 9:11

    Per Fiorella…. Cara Fiorella, é proprio vero "la sensibilità " guida le azioni e tutto ti fa comprendere…
    Prima o poi.
    Grazie per la tua delicata presenza
    Un caro abbraccio

    Per Franca. … Che bello averti ritrovato senza averti mai perso.
    É proprio vero, la paura ci accompagna ma .. bisogna utilizzarla per neutralizzarla. ..
    Le tue parole sono un concentrato di delicatezza. Grazie….
    Anche da un Max spaesato

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  3. baiaturchese61

    11 agosto 2011 at 11:13

    Le parole di Renata Maderna dovrebbero essere divulgate con ogni mezzo. Tanti, troppi sono imbarazzati davanti a un malato di cancro, tanto da evitarlo. Proprio perchè "non sanno cosa dire" o perchè sono talmente terrorizzati dalla malattia che non possono condividere nemmeno per un minuto quella degli altri. Più di tanto un malato non può fare, perchè non ha le energie per occuparsi anche degli altri. In questo senso credo molto nel ruolo degli ex malati (speriamo), che hanno già recuperato le forze (mentali, ovviamente). Noi possiamo fare tanto, e aiutare i cosiddetti sani a non avere paura e, soprattutto, a non chiedere " come stai" :-).
    La paura… questa è un'altra storia. Temo  non ci abbandoni mai. Si impara a gestirla, e in questo senso a me sono stati d'aiuto gli interventi di una psico oncologa, con il tempo non è più così pressante, ma la mia si presenta ancora con una certa regolarità, e sono passati 12 anni.
    Buone vacanze e un abbraccio. Milva 

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  4. timenn

    12 agosto 2011 at 9:44

    Cara Milva… sentirsi ancora in mezzo al guado purtroppo, per quanto ci si ostini a dire che ogni attimo va vissuto intensamente, spesso ci fa rimanere come in attesa..
    E si sa, l'attesa non è VITA.
    Conoscere altre persone che, in momenti e stadi diversi della vita e della malattia hanno percorso e stanno percorrendo la tua strada AIUTA infinitamente.
    A non essere in attesa, dimenticandosi di vivere.
    Un abbraccio Claudia

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  5. simpal

    14 agosto 2011 at 9:56

    più che far ragionare la mente per anestetizzare,
    potresti lasciar libera la paura di andare dove vuole
    e tu seguirla pazientemente col cuore…
    forse, dopo aver toccato quello che voleva toccare
    si appaga, si stanca e se ne va.

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  6. timenn

    15 agosto 2011 at 5:53

    @Simpal. .. Che bella l’immagine della paura che, stanca, se ne va…. Grazie…

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