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Rivedibile

23 Dic
Rivedibile

Latito da giorni.. perché sono stati giorni pesantissimi.

Pieni di avvenimenti, paure e necessità di metabolizzare informazioni..

Lunedi mattina ho fatto i marcatori… che giornata, un incubo.

Come in molti sanno.

Alle 13.30 telefono per l’esito: tutto ok, CEA  e 19.9…. peccato che l’NSE sia a 22,85 quando il massimo è 16.5.

Il baratro si apre sotto i miei piedi. E mi avvolge, facendomi sprofondare sempre di più.

Chiamo l’oncologo che mi dice di fare una tac al torace: questo marcatore infatti è specifico del tumore al polmone e dei tumori neuroendocrini (forme rarissime).

Comincio a non vivere pensando che ancora una volta tutto mi possa venire tolto.

Martedi faccio la tac e non serve descriva come ho vissuto i momenti trascorsi dentro il macchinario…. Gli ultimi tre anni mi sono scorsi davanti e ho continuato a chiedermi: questi tre anni “regalati” li ho vissuti al massimo? Ho colto tutto ciò che la vita mi ha concesso?

Non so.

Il radiologo entra e mi dice di aspettare a rialzarmi e… dopo un tempo non misurabile…. rientra e mi augura … buon Natale.

Ricomincio a respirare e le lacrime scendono copiose.. che altro potevo fare?

Nel pomeriggio riesco a parlare con l’oncologo il quale mi dice che comunque quel marcatore va tenuto sotto controllo e che tra tre mesi… siamo daccapo..

E qui si scatena una violenta  rabbia per questa continua spada sul collo.. Ma tantè…

Giovedi vado nel reparto di medicina interna dove devo fare una curva glicemica.

L’esame consiste nell’ingerire un bicchiere  di glucosio e fare diversi prelievi  di sangue .

Sono un po’ preoccupata perché so, per esperienza, di fare fatica a bere quel  liquido ma…

’sssa’ dddaà fà.

Entro nella stanza già piena di altri 10 pazienti e una “solerte” infermiera comincia ad alzare la voce quando le chiedo conferme sui tempi dell’esame (al mattino ho purtroppo la damping, con i relativi conseguenti problemi intestinali).

Finalmente “l’infermiera” mi porta il bicchiere e mi dice di berlo velocemente in modo da “fare partire il tempo”.

Io le rappresento che ho qualche difficoltà a bere ma che ci avrei provato.

A quel punto  ( forte della sua salute?, del suo ruolo? della sua mala educazione?) alza la voce e in modo aggressivo e violento mi intima di bere IN UN SOLO SORSO il liquido altrimenti di andare a casa…

Nella sala cala un silenzio irreale…

Io la guardo allibita… eppure conosce la mia patologia…

La riguardo e le dico: non ce la faccio..

Mi ripete di bere o di andare a casa.. anzi URLA di bere o di andare a casa perché l’esame non si può fare.

A quel punto la mia “buona educazione” lascia il posto ad un bisogno primario e primitivo: sopravvivere.

Alzo pure io la voce e scandisco: SIGNORA.. NON HO LO STOMACO. VORREI POTER BERE IN UN  SOLO SORSO MA DA TRE ANNI QUESTO E’ SOLO UN SOGNO E UN RICORDO.

Nella sala il  silenzio irreale lascia il posto ad un brusio di disapprovazione.

A quel punto la seria professionista va via e io comincio a provare a bere.

Con fatica ci riesco ma la rabbia mi scatena una crisi (fortunatamente silenziosa) di pianto e di vomito.

Mi sento violentata.

Poco dopo  si avvicina la dott.ssa Stefania, una specializzanda con una professionalità e una empatia con noi pazienti che raramente ho trovato. Ho avuto modo di riscontrarglielo un mese fa e giovedì ne ho trovato ulteriore conferma.

In parte mi rassereno.

In un ospedale  oltre alle cure sanitarie, chiedi rispetto per la tua persona e per la malattia di cui soffri.

Giovedì entrambe negate!

Ho deciso che questo ennesimo episodio vada dichiarato e .. lo farò.

Non fosse altro  per fare riflettere “la signora infermiera” sul valore del proprio mestiere.

E comunque l’esame ha dato esito positivo: verosimilmente gli svenimenti e “le formichine” che giornalmente sento sono dovute a scompensi glicemici.

Appunto perché non avendo lo stomaco lo zucchero entra velocemente in circolo…

La mia super dottoressa Stefania era contenta di aver potuto fare una diagnosi ma… sulla cura.. ecco lì le cose si complicano.

Lo stomaco MANCA (manche se la commissione medica, di anno in anno pensa mi possa ricrescere).

Spero di potere, in questi giorni, ritrovare un po’ di leggerezza… mi sembra che un tir sia proprio passato su di me

 

 

 

 

 

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3 commenti

Pubblicato da su 23 dicembre 2011 in Salute

 

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3 risposte a “Rivedibile

  1. Rita

    23 dicembre 2011 at 10:43

    Ho letto questo Tuo post con un nodo alla gola, per gli esiti incerti; le lacrime sono scese pensandoTi sotto tac; l’ho letto con rabbia, per l’infermiera cafona; con un po di sollievo, per il medico gentile…ora respiro. La cura la troveranno, la devono trovare. Ora però che il tir è passato, lascia che se ne vada e si porti via questo 2011 che, credo di poterlo dire senza sbagliarmi, non è stato un granchè, per niente. Ora ci sono un po di feste, che, anche se non è detto che aiutino (tutt’altro!!), non le possiamo baypassare, per cui cerchiamo di viverle alla meno peggio, con i nostri cari, con i nostri Amici (volutamente con A maiuscola), con le nostre poche certezze che rimangono, con un po di leggerezza, come giustamente dici Tu. Per ora Ti faccio tanti, tantissimi auguri per queste imminenti festività, a Te e lla Tua famiglia….ma io “passo tutti i giorni” per cui lascerò ancora un messaggio (….abbondare è meglio che deficere….). Un forte forte abbraccio. rita

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  2. Rosie

    27 dicembre 2011 at 11:34

    Mi dispiace per questi brutti episodi, comunque una cosa è certa: è molto difficile fare capire alle persone che non abbiamo lo stomaco: ci sono passata anche io, dal biasimo dell’infermiere perché non avevo bevuto 4 bicchieri di liquido all’anice prima della PET/TAC, alla dottoressa che mi ha chiesto se normalmente soffro di mal di stomaco… è veramente una cosa assurda.
    Brava che hai fatto la curva glicemica, io ancora non ne ho avuto il coraggio…e un grande in bocca al lupo x tutto!

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  3. ziacris1

    27 dicembre 2011 at 17:28

    Ecco l’infermia ha sveglio l’ignorante che dorme dentro di me, hai fatto bene a cantargliele e a cantarle all’azienda ospedaliera, così unap rossimavotla si regola.
    Per il resto, che dire? E’ una spada con la quale si deve convivere e ogni volta che facciamo i controli ce n’è sempre una nuova, una nuova da tenere sotto cotnrollo ogni 3 mesi, ogni 6 mesi, è una palla pazzesca

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