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Il calore di una domenica mattina

30 Gen

 Ieri, una mattinata lieve lieve trascorsa in casa con mia figlia… io a “trafficare” in cucina, lei a ripetere i concetti di un esame che deve sostenere oggi: penale.

Ad un certo punto la domanda, per me, più temuta: mamma mi interroghi?

MMMMMMMMMMMM odio interrogare, visceralmente…Io lo so, lei lo sa, ma tantè!

L’ho guardata e mi è venuto in mente di quando era bambina e giocavo con lei. A volte divertendomi molto… a volte molto meno. Ma giocavo, giocavo, giocavo, inventavo, interpretavo… E ironicamente dicevo… speriamo si ricordi di tutto questo giocare … almeno!!!

Beh, ieri era proprio la stessa situazione: fare qualcosa di utile ma … ma….ma..

E ovviamente uno struggimento profondo mi ha colto, quando, con una battuta, ho ricordato “quelle” parole a Maria e lei soavemente mi ha detto… “ma dai, giocavamo davvero tanto?”

Al mio sguardo feroce mi sono sentita rispondere… beh, non lo ricordo ma qualcosa deve essere rimasto se ti voglio cosi bene!

Non mi è bastato, infatti il mio sguardo intendeva: ci mancherebbe… sono la tua mamma.

E la fanciulla, rispondendo alle mie parole non dette… “mamma non bene… COSI’ bene!!”

Che dire, che fare? abbracciarla e ascoltarla ripetere qualcosa di cui non capisco un piffero e sperare di potere farlo in breve tempo 🙂

Finalmente termina e mi dice che va a fare la doccia… meraviglia… ci vado pure io.

Un altro pensiero mi assale all’improvviso: quando facevo chemioterapia fare la doccia era un dolore infinito e confesso che ne facevo meno del dovuto. Mi lavavo spesso “a pezzi”.

Ritrovarmi sola, dentro il box con il mio corpo nudo, magrissimo, di una magrezza indicibile, senza capelli… proprio mi pareva uno sforzo troppo grande.

Nessuno sollievo dall’acqua “purificatrice” … sentivo che non purificava proprio nulla…

Era un momento in più in cui la dura realtà di ciò che stavo vivendo diventava ancora più vera.

Oltre il vomito, la stanchezza, l’impossibilità a mangiare.. E la paura ovviamente.

Beh, questi ricordi hanno fatto sì che la mia doccia di ieri sia stata ancora più “coccolosa” e … soprattutto… non scontata!

E il pensiero della battaglia che sicuramente anche oggi dovrò affrontare sul lavoro…meno incidente…

We… ho una bella doccia alle spalle….

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13 commenti

Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in cancro, Chemioterapia, Figli, Lavoro

 

13 risposte a “Il calore di una domenica mattina

  1. ziacris1

    30 gennaio 2012 at 16:23

    io durante la chemio facevo la doccia appena rientravo dall’ospedale dopo la seduta e le mattine in cui dovevo buttare giù per lo scarico una notte insonne,una notte passata a piangere

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    • Claudia

      30 gennaio 2012 at 19:19

      Zia Cris… che esperienze.. L’importante è metabolizzarle. Il vero problema è la paura che ti rimane dentro..
      Un abbraccio

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  2. Rita

    30 gennaio 2012 at 16:59

    Intanto spero che l’esame di Maria sia andato bene.
    Bè, sì, la doccia a volte è un toccasana, non solo per il benessere fisico ma anche per quello mentale, per lo meno per quei minuti in cui fai scorrere l’acqua sulla testa: hai davvero l’impressione che si porti via cattivi pensieri e malesseri. Un abbraccio

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    • Claudia

      30 gennaio 2012 at 19:20

      Cara Rita… bella l’immagine dell’acqua che porta via i malesseri… un caro saluto

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  3. tigli&gelsominO

    1 febbraio 2012 at 18:24

    …sai che mi hai fatta piangere? certi ricordi, all’apparenza banali, possono essere davvero commoventi.
    io e gelsominO abbiamo una gran voglia di tornare a trovarti, ma sembra che le mie giornate lavorative non finiscano mai… e la stagione non aiuta!!!!
    un abbraccio grande grande, tigli&gelsominO

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    • timenn

      1 febbraio 2012 at 22:59

      Vi aspettiamo con una tisana calda e una crostata,
      Un abbraccio e… aspetto conferma!

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  4. Rita

    2 febbraio 2012 at 11:27

    Grazie a Rosie, tempestiva ed ineccepibile come sempre, ho scaricato e stampato l’articolo che è uscito sull’allegato del quotidiano l’Avvenire di domenica…..bè un piccolo “tuffo” al cuore…..ma sei proprio TU, con il Tuo cagnolino…bè, complimenti, cara Claudia! Ora conosco un altro piccolo “pezzetto” di Te: il tuo viso e il Tuo disarmante e splendido sorriso! L’articolo è molto bello e commovente, rivedere Anna Lisa ancora straziante. Un affettuoso e caloroso abbraccio

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    • timenn

      3 febbraio 2012 at 12:42

      Cara Rita… era uno spaccato di casa mia… tenero.
      Come tenero è il rapporto che mi lega a mia figlia.
      Un abbraccio forte forte e grazie per il tuo esserci.

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  5. Rosalba

    3 febbraio 2012 at 11:05

    Come ti capisco, durante la chemio la cosa che mi sconvolgeva di piu’ era la doccia, un incubo, la doccia voleva dire ancora capelli in meno!!!Dopo la doccia mi sentivo ancora sporca………….e poi la paura si c’è sempre io mi sento ancora malata ma forse e’ passato troppo poco tempo dalla fine delle terapie!!!!!Ho scoperto da poco l’associazione e questi blog, devo dire che mi stanno aiutando molto perchè troppo spesso cado nello sconforto, e delle persone che mi stanno accanto mi rendo conto che purtroppo non c’e’ nessuno che possa capire le mie paure. Non è colpa loro è solo che non possono capire.

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    • timenn

      3 febbraio 2012 at 12:41

      Rosalba… pure io non vivevo la doccia come purificante..Probabilmente perchè la chemio mi faceva sentire “sporca” in quanto la associavo INIZIALMENTE ad un veleno..
      Poi il salto di qualità: la chemio come alleata.. Da allora è cambiato il mio modo di reagire.
      La doccia però rimaneva un momento sgradevole perchè la mia magrezza era ancora più evidente.. e la detestavo!!
      Però, a chi la inizia ora la chemio, dico che i trattamenti hanno un inizio ma soprattutto una fine e spesso sono il nostro passaporto per la vita.
      E per fortuna abbiamo questi strumenti.
      Un abbraccio

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  6. flyleaf

    4 febbraio 2012 at 17:44

    Ciao cara maestra di blog, …. quando la casa chiama …!! quanti affetti quanti pensieri dentro i nostri muri, e la voglia, il bisogno di viverli tutti i giorni , sempre al massimo…. più veloci del tempo … oltre il tempo. Brava Timmen .. un abbraccio . Flyleaf

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    • timenn

      4 febbraio 2012 at 18:03

      Vero cara Flyleal, tanto amore dentro i muri di casa. Amore per la famiglia e per gli amici che vengono a trovarti. Per fare due chiacchiere, per giocare a burrao, per “giocare al computer”, per guardare un film….

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  7. cautelosa

    15 febbraio 2012 at 8:30

    Un post davvero intenso, in cui affronti temi diversi e importanti, quali il rapporto con i figli e il ricordo della malattia…
    E con l’augurio che l’esame di tua figlia sia andato bene benissimo, ti saluto affettuosamente.
    Buona giornata!

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