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Lettera ai giornali della mia città

04 Ott

Del tutto casualmente sono venuta a conoscenza che, a Ferrara, non esiste più la divisione di psico-oncologia. E soprattutto che, tale decisone, sia  avvenuta nel silenzio più assordante.

Perché negare a chi già si trova in grandissima difficoltà e in grande fragilità,  la possibilità di trovare un’ancora alla quale aggrapparsi e attraverso la quale portare lo sguardo oltre l’ orizzonte giornaliero?

Ormai è conoscenza diffusa- sul piano del buon  senso e soprattutto sul piano scientifico- che  non basta “guarire” fisicamente dalla malattia oncologica: occorre un’azione di supporto umano e psicologico perché non si rimanga schiavi per tutta la vita…. Il termine “malati oncologici” con cui ci chiamiamo tra noi la dice lunga sulle devastazioni che il male per antonomasia lascia in ciascuno.  Molti non possono contare che su se stessi e rimangono in una sorta di “radura” chiusi al mondo, confinati dentro se stessi.

Soli.

La chiusura del servizio allargherebbe lo spazio del ghetto e restringerebbe lo spazio di integrazione e di inclusione a cui- Costituzione alla mano- ogni essere umano ha diritto. 

Perché chiudere un servizio così importante?

Non mi intendo di politica, non mi intendo di costi, non mi intendo di  economie, ma so che non si può fare economia sulla pelle di chi soffre: la vera economia- questo si lo so- non è fatta di tagli , ma di una oculata allocazione delle risorse. Da qui il mio grido d’allarme a difesa di persone fragili che forse, proprio quando ne hanno maggiormente bisogno— non hanno la forza di gridare aiuto…  Lo dico io per loro: riaprite l’unità di psiconcologia!

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4 commenti

Pubblicato da su 4 ottobre 2013 in cancro, psiconcologia

 

4 risposte a “Lettera ai giornali della mia città

  1. ziacris1

    5 ottobre 2013 at 8:53

    Si giustificano con i tagli, , ma non so fino anche punto sia vero, intanto tagliano sempre isservizi più necessari e importanti

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    • timenn

      5 ottobre 2013 at 12:26

      Zia Cris, dal tumore bisogna anche scanciarsi con “la testa”… e chiudere la psiconcologia è stata davvero una cattiveria. Come al solito sono le fragilità a rimetterci

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  2. rita

    5 ottobre 2013 at 16:34

    è una vergogna…tutto sta andando a rotoli e noi spettatori disarmati e impotenti di questo scempio….

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    • timenn

      5 ottobre 2013 at 19:17

      Si, cara Rita, proprio una vergogna

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