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Il carcere, la pena e il pentimento

26 Apr
Il carcere, la pena e il pentimento

Sono giorni che sento parlare del signor b e della pena a lui inflitta per i reati commessi. Ho letto le “delicate” esternazioni che il signor b ha fatto in merito. Ho letto le esternazioni “delicate”che gli amici del signor b hanno fatto in merito.

Poi ho letto che la pena che il signor b deve scontare, altro non è che presentarsi UN giorno alla settimana presso una casa di ricovero per anziani. Già, un giorno. Con possibilità di muoversi, negli altri,  in lungo e in largo per l’Italia.

Che tristezza….

Io in carcere ci sono stata: in passato per insegnare e ultimamente per coordinare un progetto di alfabetizzazione linguistica. L’ultima volta il giorno prima di Pasqua.

Conosco i lunghi corridoi per arrivare all’aula pedagogica, conosco le facce spesso prive di espressione dei carcerati. Conosco il freddo, anche fisico, che avvolge le aule. Conosco il rumore delle chiavi che girano nelle fessure prima di aprire qualsiasi cancello.

Conosco.

Conosco soprattutto la disperazione  che si legge negli occhi di chi non vede un futuro davanti a sé. Di chi, spesso, non ha avuto la possibilità di costruirselo un  futuro. Ho incontrato spesso persone analfabete nel paese d’origine. Adolescenti.

Con questo non voglio certamente dire che chi è in carcere c’e’ immotivatamente, anzi. Ho sempre ritenuto che la certezza della pena potesse essere un buon deterrente al delinquere. “Semplicemente” alcune persone forse non hanno avuto la possibilità di scegliere tra il bene e il male punto.

Il signor b, nella sua lunga vita non si è certamente trovato in queste condizioni. Anzi.

Da qui la mia rabbia: chi coscientemente ha scelto di “fare il furbo” ed eludere le norme dello stato, deve pagare. E la pena DEVE essere dispensata secondo  criteri omogenei.

Perché al signor b una pena cosi ridicola? Perché le carceri sono piene di persone che hanno commesso  reati anche minori?

Rabbia. Rabbia per un uomo che continua a prendere in giro gli italiani e la magistratura. RabbiaCarcere

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2 commenti

Pubblicato da su 26 aprile 2014 in futuro, Lavoro, Riflessioni

 

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2 risposte a “Il carcere, la pena e il pentimento

  1. LadySmith81

    26 aprile 2014 at 19:55

    Non solo chi ha fatto il furbo deve pagare (e non solo il vecchiaccio ma chiunque) ma visti e considerati i danni che lui ha provocato all’Italia, tutti i processi pendenti e le leggi ad personam per eludere non solo il fisco ma anche le normative che erano in essere e i probabili contatti con la mafia io lo sbatterei in un carcere tipo quelli sudamericani e sbatterei pure via la chiave!

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  2. timenn

    27 aprile 2014 at 15:31

    Ecco appunto… proprio questo intendevo

    Mi piace

     

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