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Ferdinando

Le parole di oggi sono parole tristi, piene di dolore. Ma anche di ricordi. Ricordi ricchi di gioia, di progetti, di speranza.

Ferdinando Cavallero, fedele amico, segretario dell’Associazione “Vivere senza stomaco si può” e moderatore del gruppo FB “Vivere senza stomaco si può è morto.

Non voglio usare eufemismi. Ferdinando da mercoledì non è più fisicamente qui. Fisicamente.

Nel cuore ancora lo sento, nella pelle ancora lo sento, negli occhi ancora lo vedo.

Lo vedo argomentare con passione le sue idee (spesso ci siamo scontrati, come solo le persone in famiglia possono fare). Vedo accendersi i suoi occhi per la gioia di un progetto realizzato, lo vedo ridere ad una battuta, lo vedo allegro di fronte ad un buon piatto condito di ottimo vino. Lo vedo.

Lo vedo, nell’ aprile del 2015, guidare Fiorella e me, in giro per Roma. Io e Fiorella distrutte dalla fatica, dalla stanchezza, dal caldo e lui… fresco come una rosellina, un passo avanti a noi. Faceva chemioterapia ovviamente.

Lo vedo sorreggermi nei  momenti bui, nei  momenti in cui ho vacillato, nei momenti in cui il fastidio di chi non credeva nel nostro progetto spargendo acido mi disturbava… e mi diceva: andiamo avanti: abbiamo un obiettivo. come non volergli bene? Come?

E aveva ragione. Instancabile. Motore della nostra associazione, generoso e disponibile a chiunque avesse bisogno. Non solo dietro un pc. Troppo semplice, no. Generoso e disponibile ad andare a trovare chi aveva bisogno, facendo chilometri e donando tempo. Generoso nel sollecitare la politica sanitaria rispetto ai nostri bisogni… Un Grande Uomo.

Ferdinando, continueremo la strada che fino ad ora abbiamo percorso insieme. Se possibile insieme a Fiorella, persona meravigliosa che con amore ha condiviso ogni singolo momento della tua vita. Dono che ci hai lasciato in eredità: persone così schive ma generose e buone ce ne sono poche. Con te, insieme a te andremo avanti.

Grazie di avermi onorato della tua amicizia fino all’ultimo. Grazie

Ciao Ferdy, VIDEO

 

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2016 in amici, Amicizia, Associazione, cancro, Morte

 

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Buona Pasqua

Sto scrivendo pochissimo, davvero poco poco.

Ma sto facendo tanto tanto. e il tempo sembra non bastare mai.

E questa è una bellissima cosa. Ricordo, solo “ieri” da ammalata in chemioterapia, quando  mi alzavo al mattino e speravo venisse subito sera, per avere meno sofferenza.

ORA, le giornate volano: tra piccoli grandi dolori fisici ma anche tra tante attività.

Lavoro (anche se quest’anno sono molto meno soddisfatta dello scorso anno).

L’associazione, invece,  in questo ultimo anno, per una serie di ragioni ha FINALMENTE potuto esprimersi, ha finalmente potuto uscire dal nucleo iniziale (che rimane PREZIOSISSIMO) e finalmente con umiltà, amore ma soprattutto credendoci, tante persone si stanno impegnando.  La chiave di svolta è stata la possibilità che ho avuto di fare comprendere agli iscritti al gruppo quando fosse realmente  importante potere dare voce alle voci del gruppo “Vivere dopo il cancro allo stomaco si può”.

Più avanti vi racconto quanto bolle in pentola. Sono proprio felice.

Auguro a tutti Buona Pasqua, con il significato della rinascita. Io una possibilità di rinascere l’ho avuta e DEVO usarla bene, per me e per gli altri. Ci sto provando insieme ad amici meravigliosi… disinteressatamente a disposizione… finalmente

 
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Pubblicato da su 27 marzo 2016 in amici, Amicizia, Associazione, cancro, futuro

 

Il saluto a Giovanni

Giovanni

Ci sono giorni che sono peggio di altri.
Oggi lo è.
Mercoledi la notizia della morte di un caro amico conosciuto nel gruppo “Vivere dopo il cancro allo stomaco si può”.
Un amico “speciale”, uno di quegli amici conosciuti nella rete e che dalla rete si è fatto, carne, ossa, sangue.
Lui, preside in pensione, che per un certo periodo è stato responsabile dell’ufficio integrazione in provveditorato a Padova.
Io, per 16 anni, responsabile dell’ufficio integrazione in provveditorato a Ferrara.
Una vita stranamente parallela…
Poi, sia per me, sia per lui… la malattia.
Lui… paziente oncologico esperto, come amava definirsi.
Io apprendista.
Entrambi però senza stomaco.
Dopo uno scrutarsi ed un annusarsi all’interno del gruppo FB “Vivere senza stomaco si può” abbiamo cominciato a sentirci anche telefonicamente. Lui, come me, credeva fortemente nella nostra Associazione, nella possibilità di “fare il cambiamento”.
Credeva talmente tanto nella nostra Associazione da venire, il 20 febbraio, alla prima riunione del comitato scientifico, in treno da Padova a Ferrara e da Ferrara in auto con me a Bertinoro.
Mentre faceva chemio ovviamente.
Come non amarlo. Come??
Tanti i progetti, tante le aspettative… Un viaggio ricco di emozione quello per la Romagna. Un viaggio pieno di aspettativa per quello che avremmo trovato e per la scoperta di noi stessi. Senza la retorica che in genere accompagna questi eventi, davvero ritengo che il mio mondo, da mercoledì, sia più povero.. nel vuoto che Giovanni ha lasciato.
Anche per lui….e per i tanti che non ci sono più, d’ora in poi , ancora più fortemente mi impegnerò.
Mi manca LUI, mi manca la sua ironia, mi manca la sua precisione nel cercare le informazioni che il gruppo chiedeva ( o che non chiedeva ma di cui lui si rendeva conto ci fosse bisogno). Mi manca il suo voler renderci partecipi che c’era, per noi pazienti, la possibilità di essere pazienti attivi, non passivi.
E che la differenza la faceva.. l’essere pazienti “esperti”.
Ieri, sabato, con forza, perché ne è servita molta, sono andata, insieme a Fosca, a salutarlo. Con fatica, tanta.
Con la tenerissima, dolce e sensibile Fosca. Una donna speciale piena di luce.
Amata anche da Giovanni e da Giovanni spesso ricordata nelle nostre telefonate.
La chiesa gremita all’inverosimile, probabilmente tutti i segmenti della vita di Giovanni.
Una chiesa luminosa, piena di fiori e di amici lo hanno salutato.
Io e Fosca, raccolte vicine vicine a condividere questo dolore. E a cercare di dare un senso a questa morte.
Guardare quella cassa chiusa mi ha destabilizzato… continuavo a vedere Giovanni sorridere sornione e un tantino ironico, continuavo a vedere Giovanni cercare di spiegarci le cose. Continuavo a vedere Giovanni sottolineare le parole più significative, lette nei nostri post all’interno del gruppo. Continuavo a vedere la luce che gli occhi di Giovanni emanavano… davanti al piatto di tagliatelle a Bertinoro. Continuavo a verderlo camminare indomito, nonostante il dolore alle gambe, sulla stradina collinare di Bertinoro…
Al termine della cerimonia, alcune persone hanno voluto portare il loro personale saluto. C’era il compagno di camminate montanare, l’insegnante della sua scuola: il Marconi, il preside, lo studente, la socia dell’associazione “Pronto anziano”… e solo in quel momento ho pensato che anche noi dell’Associazione dovevamo portargli il nostro saluto e far sapere ai suoi amici quanto gli abbiamo voluto bene…
Un universo di mondi paralleli ruotanti nella stessa direzione.
Sono pure io una insegnante e in genere non ho difficoltà a parlare di fronte a persone… ma ieri non è stato quello il problema. Il problema è stato mettere a nudo i sentimenti, il sentimento mio e della nostra associazione, di amore nei confronti di Giovanni.
Ma glielo dovevamo.
Purtroppo mi sono emozionata, sono salita all’altare e guardando Giovanni l’emozione mi ha impedito per alcuni minuti di parlare. Attimi lunghissimi nel silenzio assordante della chiesa.
Ma sono voluta rimanere… e le parole si sono fatte spazio tra il pianto.
L’ho salutato per tutta la nostra comunità, l’ho ringraziato per tutto il bene che a noi ha portato… e, come aveva ricordato con una meravigliosa poesia qualcuno prima di noi… lui è con noi… nella stanza accanto. Prima di andare via abbiamo salutato la Famiglia di Giovanni… che ci ha ringraziato… sì, ringraziato……
Ciao Giovanni”

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2015 in amici, Amicizia, Associazione, cancro, Memoria, Salute, Tristezza

 

Buon Compleanno

Mi auguro buon compleanno… me lo auguro di cuore. Come ho già avuto modo di scrivere, rispetto a “questa” giornata, mi comporto, da sempre come una adolescente. E probabilmente questa è la mia “salvezza”. Il vivere intensamente le emozioni.

Adolescenziale? Forse si, ma che male fa?

Ieri sono andata insieme all’amico Giovanni (iscritto all’Associazione), all’insediamento del Comitato Scientifico dell’Associazione “Vivere senza stomaco si può”. La riunione si è svolta  a Bertinoro, quindi a due ore di “cammino” da Ferrara… Fa lo stesso… la fatica non si è fatta sentire… troppa la gioia. Tanti progetti… felice felice felice. Torno a casa con la gioia del risultato raggiunto e l’aspettativa del mio compleanno.

Eh no… il dolore è dietro l’angolo… come metto piede in casa la notizia, deflagrante,  che una’amica non ce l’ha fatta. Un’amica che da subito, per dolcezza e sensibilità è entrata nel cuore di molti. Mannaggia, mostro di mer@@@@a.

Un velo offusca la gioia, poi il pensiero che quello che si cerca di fare come Associazione va proprio nella direzione del cercare di evitare queste stupide morti … motiva sempre più l’impegno che si sta mettendo nei progetti dell’Associazione.. Se la prevenzione fosse davvero posta in essere, il tumore gastrico verrebbe scoperto nella fase iniziale. Facendo la differenza tra il vivere e il morire.

E mi sono ricaricata.

Ma il senso di vuoto rimane.

La notte è stata sofferta e malinconica… ma andiamo avanti.

Stasera, con l’aiuto della mia carissima amica A. e alla mia famiglia ovviamente… ho invitato, un certo numero di amici. Cena in piedi… vediamo un po’.

Ora alcune considerazioni: compio un numero notevole di anni… che non sento… nonostante il cammino a volte accidentato che mi ha portato fin qui, 21 febbraio 2015.

In diverse occasioni ho pensato di non arrivare all’anno successivo, dal 2008… sicuramente ogni anno… E invece…

Lo sguardo verso l’orizzonte ora si è allungato, ma non troppo e quindi qualche piccolo progetto permetto, a me stessa, di farlo. E non c’e’ emozione maggiore, per chi ha avuto un cancro, poter dire: FARO’.

Buona giornata Claudia, una giornata spero densa di calore. In fondo è questo a cui ambiamo tutti: sentire il calore delle persone a cui si vuol bene.

Bertinoro

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2015 in amici, Amicizia, Associazione, cancro, Compleanno, famiglia

 

1 novembre 2014

Sono state giornate intense. L’1 novembre c’e’ stata la camminata mondiale di sensibilizzazione promosso dall’Associazione americana “No stomach for cancer”. Quest’anno si è tenuta a Bologna, la mia città di origine.. a pochi passi da Ferrara, dove vivo.  Da giorni sapevo che sarebbe stata l’occasione per ricavarmi un pochino di tempo da condividere con Patrizia, amica di avventura che da virtuale è divenuta MOLTO reale e che abita lontano da me. Incontrarla è sempre una gioia. Per me e per la mia famiglia. La sera precedente è arrivato a Ferrara anche F., altro amico “speciale” con sua moglie. Con la sua dolcissima moglie.

Più o meno di buon mattino siamo partiti per Bologna (quest’anno con un tavolino a disposizione per il nostro materiale informativo).

Il ritrovo era presso un ristorante (nel quale non andrò MAI più, ma questa è un’altra storia). Può sembrare retorico ma assolutamente non lo è, le emozioni sono proprio quelle descritte… il cuore a mille, la gioia strabordare dagli occhi… gli abbracci, il  guardarsi, il  riconoscersi… Meraviglioso. Come meravigliosi sono tutti i nostri incontri.

Il pranzo condiviso, le innumerevoli foto al cibo… eggià, il cibo, il nostro denominatore. La gioia di un amico che vedendo mangiare fritti e altro da parte di “un collega”  ha voluto immortalare l’attimo per condividerlo con la moglie ( a casa) e … sperare in menù diversi una volta tornato…  E non è VITA questa??

Poi il ritrovo in Via Ugo Bassi, l’abbraccio con l’amica sarda che ogni anno ci omaggia delle pettorine di riconoscimento . Abbiamo cominciato a distribuire i volantini informativi e Patrizia i suoi MERAVIGLIOSI  braccialetti pervinca, il colore del tumore allo stomaco. La gente a volte si fermava, a volte … appena introducevi la tematica “tumore allo stomaco”… sembrava scappare impaurita.

E anche questo è un segnale da considerare: la paura atavica delle malattie. E invece no, “parlarne fa bene”.. (In effetti è il titolo di un libro di una speciale blogger ). La prevenzione, se possibile va fatta, così come uno stile di vita adeguato va intrapreso.

L’ora di salutarci è purtroppo arrivata resto, il momento è stato dolce, struggente e amaro.

Ma la gioia di avere vissuto momenti unici, densi di emozione, densi di significato, mi ha accompagnato e mi accompagna ancora

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2014 in Amicizia, Associazione, futuro, Prevenzione, Salute

 

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Roma 2 novembre 2013

A distanza di qualche giorno voglio raccontare il mio viaggio a Roma, in occasione del  2 novembre e della passeggiata mondiale di sensibilizzazione sul tumore allo stomaco.-

Da giorni vivevo nel timore di non riuscire ad partire in quanto mi sono scoperta la solita contaminazione batterica per la quale ho assunto antibiotici per 20 giorni (ora ne sto prendendo uno nuovo) e il rischio di cistite era ed è fortissimo (i sintomi si fanno sentire)… ma—- nonostante ciò… SONO PARTITA. Un pochino sconsideratamente ma… sono partita.

Avevo  il cuore pieno di emozione: avrei  rivisto alcune persone a me care, avrei conosciuto altra gente … compagni di strada…. Il tutto con la consapevolezza di  fare  qualcosa di utile, oltre che per me, anche per altre persone in difficoltà . Come ho già scritto, insieme a Rosie, Patrizia e Ferdinando, abbiamo fondato l’Associazione “Vivere dopo il cancro allo stomaco si può”.

Associazione nella quale credo fortemente.

Sono arrivata venerdì alle 14 e dopo un breve riposino in stanza sono andata in giro per la città.

Che emozione… nell’altra vita, a Roma,  ci venivo spesso per lavoro e” la” davo per  scontata, pur amandola moltissimo…

E invece no, scontata non è. Per venire a Roma devi essere, quantomeno, in condizione di prendere il treno, di potere godere di una certa autonomia…

Ho fotografato il cielo, il particolare cielo romano, mi sono riempita lo sguardo e l’anima dei mille monumenti che, appena ti giri,  trovi ovunque. Mi sono riempita l’anima di tutta la gente in cui ti imbatti per strada (vengo da Ferrara, sonnacchiosa e amata cittadina di provincia).

Ho condiviso la cena con Rosie, la “mia” Rosie e … vecchio Fred: persone davvero speciali (possono sembrare aggettivi troppo forti, ma sono davvero due persone meravigliose)

Ed è stato un raccontarsi, un rivivere emozioni guardandosi negli occhi e… ridere, ridere… ridere… Come non farlo con Fred presente?

Il giorno dopo invece è stato tutto dedicato alla camminata per la sensibilizzazione sul cancro allo stomaco e alla nostra Associazione.

Intenso il nostro pranzare, il nostro imprimersi nello sguardo gli occhi degli altri. Leggere le stesse paure, le stesse emozioni, le stesse speranze…. Un tuffo avvolgente nella condivisione e nell’affetto.

Nella pizzeria scelta, i commensali vedendo il nostro gruppo allegro, scherzoso  e mangereccio (Rosie, le tue patatine fritte hanno rallegrato le mie notti) non poteva certamente immaginare che eravamo.. senza stomaco.

Due giorni in cui ho cercato, più del solito, di vivere in bilico tra il prima e il dopo. Due giorni in cui mi sono accorta di potere ancora  osare. Due giorni in cui, comunque, la paura di non stare bene lontana da casa era costantemente latente. Due giorni in cui ho mangiato poco poco perché mangiare per me è un problema ed essere lontana da casa rende più difficile triturare il cibo. Due giorni in cui, guardando i miei compagni di avventura, ogni tanto, affiorava la rabbia nel vedere quanto diverso è il mio quotidiano.

Un pensiero speciale per la mia amica Patrizia e per F.  che tra poco dovrà ricominciare la chemioterapia per una recidiva.

Ho vissuto per giorni di rendita delle grandi emozioni provate.

 
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Pubblicato da su 11 novembre 2013 in Amicizia, Associazione, cancro

 

Un poco di amarezza… un poco di gioia

 Di notte ci sono momenti in cui ti chiedi del perché ci sia gente che si nutre di superficialità. E con superficialità intesse relazioni condite di apparenti belle parole.

Una superficialità che ferisce, perché non l’avevi messa in conto.

Che ti rattrista e non ti fa dormire. Perché ORA te ne sei resa conto.

Poi viene mattina e con la luce cerchi di contenere il dispiacere pensando che ognuno da quello che può. A ciascuno di noi… il  non aspettarsi troppo.

Anche questa è vita.

E per fortuna, … che dietro a persone superficiali, ben confezionate, ci sono persone meravigliose… autenticamente generose nel “darsi!.

Anche questa è vita.

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2013 in Amicizia, Aspetttive, Speranze