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Archivi categoria: Chemioterapia

4 novembre 2016

Il 4 novembre 2016, a Roma, Residenza di Ripetta il primo convegno nazionale dell’Associazione “Vivere senza stomaco si può” Una giornata piena di emozioni, piena di soddisfazioni. 170 persone da tutta Italia, tanti amici da abbracciare. E tanti professionisti disposti a porgerci il loro sapere, con generosità. Inserisco un video di una intervista a Telestense, da parte della bravissima Dalia Bighinati perchè all’interno c’e’ il video di presentazione del Convegno, a cura proprio di telestense. Riguardandolo mi sono emozionata tantissimo. Il coordinamento, a cura della dott.ssa Maria Emilia Bonaccorso capo redattore di Ansa, è stato il  valore aggiunto all’evento. Bravissima. In un unico momento mi è tremata la voce: quando dopo avere ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del convegno, ho ricordato il nostro amato Ferdinando

 
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Pubblicato da su 15 dicembre 2016 in Associazione, cancro, Chemioterapia, futuro

 

I pericoli di una intervista

Trascrivo, citando la fonte,  le allucinanti parole di un noto personaggio che nella vita si occupa di varietà. Io mi indigno ma dovrebbero,  penso, intervenire, le persone di “scienza”. Quando un individuo,  è particolarmente fragile e poco lucido nel prendere decisioni, leggere “consigli” di questo genere, trovo possa diventare  pericolosissimo. Pubblico per far riflettere

Un particolare ringraziamento al giornale ( semmai avessi avuto intenzione di comprare non acquisterò mai) che ha ospitato tale intervista.

Eleonora Brigliadori, titolo che il giornale dà all’intervista:

“Ho sconfitto il cancro senza curarmi” ebbene sì… proprio questo è il titolo…

“E: Dieci anni fa mi dissero che sarei morta entro sei mesi. Avendo già perso mia madre e mia nonna di tumore, e avendole viste spegnersi tra atroci sofferenze dovute alla chemioterapia, mi convinsi che il percorso ospedaliero era solo un modo per morire nel peggiore dei modi. Quindi non ho fatto alcuna cura e neppure esami invasivi. In una situazione d’emergenza, come era quella che stavo vivendo, ritenevo assurdo dovermi far bucare, tagliare, aprire. Non ho fatto neppure la chemioterapia. Non solo perchè cosi si vanno a creare nuovi problemi fisici, ma vengono anche innescati meccanismi di paura. Dopo tre anni il carcinoma che avevo al fegato è scomparso, è andato via quando il virus dell’epatite l’ha metabolizzato…

I: Il virus dell’epatite?
Al livello del fegato è un “simbionte” che, terminato il conflitto, risolve il carcinoma al fegato.

I: Non capisco…
E: Questa spiegazione tecnica l’ho avuta tempo dopo, quando ho scoperto le teorie di Hamer sui tumori. Dopo la mia guarigione, infatti, ho iniziato un percorso di conoscenza su questo tema. Tra i sistemi per l’attivazione dell’autoguarigione dell’individuo che ho studiato, la “Nuova Medicina Germanica” mi è parsa la frontiera più avanzata. Il suo ispiratore è il dottor Ryke Geer Hamer, più conosciuto per la vicenda accaduta in Corsica, quando il figlio fu ucciso da un colpo di fucile per il quale venne accusato il principe Emanuele di Savoia. Proprio a seguito di questa triste vicenda, il medico sviluppò un tumore ai testicoli e la moglie uno al seno. Da li ebbe un’intuizione che lo portò a rivoluzionare i fondamenti stessi della medicina: Hamer capi che i meccanismi cancerogeni hanno una funzione biologica. Il suo stesso tumore era il tentativo estremo del corpo, anche a livello psicologico, di fornire lo strumento per fecondare e avere presto un altro figlio, mentre quello della moglie era il tentativo simbolico di innescare la produzione di latte. Quindi, quando una donna scopre di avere un tumore al seno, dovrebbe cercare di capire la connessione tra quel tipo di tumore e ciò che sta accadendo nella sua vita interiore.

I: Cosi, secondo lei, il corpo guarirebbe da solo dai tumori…
E: Si, quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi, che non sono altro che ulteriori conflitti dovuti al loro stesso intervento.

I: Quindi lei non ha fatto nulla per curarsi?
E: Ho fatto tante cose, ma che avevano a che fare solo con le mie scelte alimentari, con il fatto di rimanere a casa mentre stavo male. C’è gente infatti, che ha un tumore e vive benissimo. Secondo Hamer, tutte le terapie naturali hanno la loro ragione d’essere, perciò basta digiunare o praticare l’omeopatia per risolvere un problema. che uno decida di guarire con i colori, con le “acque di luce” o con l’urinoterapia, va sempre bene. Purchè non si ostacolino i processi naturali, si può cercare una propria via. Il tumore parte sempre dal cervello, cioè da un’esigenza nascosta ed è “costruttivo”, quindi non bisogna averne paura.

I: In conclusione, questo che cosa significa?
E: Il concetto di cura, inteso secondo l’approccio tradizionale, non aiuta, perchè la persona pensa che la sua guarigione dipenda dalla “corsa agli armamenti”, cioè dalle pillole che gli vengono date. Occorre, invece, capire che si guarisce solo con l’integrazione dei sistemi biologici: i virus e i batteri, invece di essere combattuti, vanno compresi nella loro funzione positiva. Spesso, quando c’è un virus, l’organismo sta solo tentando di completare un processo “riparativo”, come nel caso dell’epatite come nel tumore al fegato. Il cancro non si origina da una cellula impazzita, ma è il segnale di una necessità di una persona. Questo mette in moto meccanismi che hanno uno scopo biologico. Se li si lascia completare il percorso, ricomporanno il conflitto. Il tumore infatti, guarisce da solo nel 90 % dei casi.

I: Il metodo Hamer viene praticato in Italia?
E: Io, da quando ho seguito un corso sulle leggi di Hamer riservato ai medici, non ho più amici che muoiono di cancro, perchè consiglio loro, senza fare il “dottore” (perchè non lo sono), come comportarsi. I medici di Nuova Medicina non curano più le persone chemioterapizzate perchè sono comunque destinate a morire, più o meno tardi, a causa della devastazione compiuta dalla medicina ospedaliera.

I: Tutto ciò è legale?
E: Il problema è all’interno dell’ospedale, dove, secondo me,ci si deve andare solo per la diagnostica. poi si decida in piena libertà. da quando conosco il rapporto tra anima e corpo, non prendo più farmaci. la mia salute è migliore oggi di quando avevo vent’anni, e credo di averlo dimostrato a “Notti sul ghiaccio”, dove ho dato “la paga” alle ragazzine.

Intervista tratta da “Viversani e belli” di marzo 2007.

 
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Pubblicato da su 18 gennaio 2014 in cancro, Chemioterapia, futuro

 

Un aiuto dal cielo

    Da diversi giorni è uscito il libro e da diversi giorni pensavo di acquistarlo. Ma fino ad ora non mi sono sentita. Non è stato facile. Non è  facile.

Oggi.. apparentemente senza motivazione… ho avvertito che  il giorno giusto era arrivato e sono entrata in libreria, da Melbook. L’ho chiesto, la commessa dopo aver guardato nel pc… mi ha indicato il settore e .. magia… è comparso nelle mie mani.. L’ho comprato e gelosamente riposto nella borsa.

Sono entrata in libreria con un’amica. Un’amica conosciuta relativamente da poco… ma divenuta importante, molto,  che è riuscita, con la sua sensibilità ad arrivare al mio cuore.. e lì rimasta.

Dopo aver acquistato il libro io e Antonella continuiamo a discorrere e il nostro “parlare” mi toglie un po’ di quel peso che  oggi, dalle 13,  sento dentro. Alle 13 infatti sono andata, per un consulto, da un chirurgo, per cercare di capire che fare di questo misero tubino di 4 cm, con larghezza 8 mm, in  cui cerca di passare  il mio cibo e che dovrebbe vicariare il mio stomaco. Dapprima  il chirurgo, alla lettura dei miei esami resta incredulo … poi indubbiamente il suo consiglio è di togliere “quel” pezzo. E di sostituirlo con uno idoneo!!!!!!!!

A dire la verità sono 4 anni che convivo con il dolore dell’alimentarmi attendendo un non meglio specificato “adattamento”.. e… pur di non farmi rioperare avrei continuato così ancora per tanto tempo ma nell’ultima settimana è diventato davvero insostenibile mangiare.  Ogni volta che introduco cibo,  il dolore, al passaggio, è violentissimo. Poi passa… ma per 20, 30 minuti non riesco a respirare… E in quei momenti la rabbia mi assale, così come l’inutile voglia della MIA vita di allora.

E parlare con la mia amica mi ha fatto considerare i vantaggi che avrei se mi sottoponessi ad un nuovo intervento ..che dovrebbe sanare l’anomala situazione. Con questo animo sono andata, come dicevo,  dopo diversi giorni,  ad acquistare il libro di Anna Lisa.

Ho salutato A. e sono salita in auto.

Non ce l’ho fatta ad arrivare a casa… appena chiusa la portiera, complice il silenzio del giovedì pomeriggio (a Ferrara i negozi sono chiusi), ho aperto la prima pagina dicendomi che avrei dato SOLO un’occhiata veloce alla prefazione.. per leggere poi con calma a casa. Rimandando così al dopo cena,  la lettura di Anna Lisa.

Beh, dalla prima pagina è seguita la seconda… e così via… fino alla pagina 41.. quando Anna Lisa racconta dell'”acchiappo” che ha avuto nella sala della chemioterapia.. La luce del giorno ha lasciato silenziosamente posto alla sera, al buio, e solo il buio mi ha fatto mettere in moto l’auto e partire per tornare a casa.

Che emozione, ho ripercorso con grande struggimento tutti i momenti vissuti leggendoLa sul blog, tutte le sensazioni provate: la gioia, il dolore, la rabbia, la speranza… Quanto mi manca leggere di lei. Quanto manca LEI. Quanto mi addolora sapere che la sua forza, la sua tenacia, la sua volontà non sono  riuscite a combattere questo mostro che  si appropria delle nostre vite.

Ora io mi sono chiesta, come mai.. proprio oggi… mi son sentita di leggerla? La risposta è forse semplice, perchè, come tante volte, nei momenti più duri,  ho pensato alla sua tenacia, alla sua  forza, alla sua ironia,  nell’affrontare il dolore quotidiano, nel progettare la ViTA, fosse anche legata all’oggi. Egoismo, il mio?.. non so. Certo è che conoscere Anna Lisa ha arrichito la vita di tutti e di questo le sono grata. Il libro ne prolunga la presenza “fisica”, così come il blog, al quale accedo ogni tanto. Grazie Anna Lisa, grazie

Rimane perciò importante investire nella ricerca, l’unico strumento che ci rimane per combattere “le bestiacce” come direbbe Anna Lisa

 

Vergogna!

Stamattina sono andata dalla parrucchiera ( stasera anche i capelli devono essere “a posto”) e, come da copione, prendo la mia sana pila di giornali pettegolosi e.. leggo… va  beh, si fa per dire!

L’attenzione si direziona su un titolone in copertina, del giornale Vero: Emanuele Filiberto ha sconfitto il cancro.

Caspita, il mio primo pensiero è di dispiacere, il secondo è la valutazione di come stiano cambiando i tempi. Una volta, essere malati di cancro, in certi ambienti,  equivaleva ad essere emarginati. E ho ammirato la volontà di rendere pubblica una malattia del genere da parte di questo Emanuele Filiberto.

Incuriosita, proseguo   nella lettura, nel senso che mi addentro nel servizio,  e… scopro che il cancro, con la connotazione data dal titolone… non centra proprio!!!!

E che la dichiarazione del coronato “ora che ho battuto il tumore ho ritrovato la forza giusta per affrontare la vita” proprio non ha nulla a che vedere con le parole che seguono..

Dal titolo, fuorviante, infatti,   si voleva fare comprendere che il coronato ha  avuto un cancro, con tutto ciò che comporta..

E invece no!!

Il Signore ha avuto.. e si declina nell’articolo… “un tumore benigno al setto nasale”.

Buon per lui, per carità ma la rabbia mi ha assalito, incontenibile!!

Ma quale tumore ha sconfitto…

Mi sento umiliata, come umiliate sono le persone che invece un tumore ce l’hanno davvero o l’hanno avuto e convivono con la chemioterapia, i suoi effetti e con il terrore di una recidiva..

Mi sento umiliata per quelle persone ammalate davvero che, con pudore,  confessano la loro malattia pubblicamente al solo scopo di poter essere d’aiuto ad  altri nella loro stessa condizione a non sentirsi soli e per fare crescere la società in cui vivono!

Caro signor filiberto… sarai coroanato ma questa bieca operazione pubblicitaria che evidentemente mirava a toccare le corde del pubblico utilizzando lo strumento della  compassione… si commenta da sola.

Sono troppo arrabbiata. Di solito nei miei post metto un’immagine.. oggi proprio non ne ho voglia!

 

 

 
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Pubblicato da su 6 marzo 2012 in cancro, Chemioterapia, speculazioni

 

Memoria? Mah

Da quando ho terminato la chemioterapia ho notato che la mia memoria ha subito un notevole picco.

Inizialmente non mi sono preoccupata, anche perchè l’attenzione era altrove, poi, man mano che il tempo trascorreva…e i danni da scarsa memoria diventavano sempre più evidenti…. si è resa indispensabile una seria riflessione!!!

Dapprima una telefonata ad un negozio per modificare un ordine (fatta ma che non ricordavo di avere fatto!?!?!?!?!?!)

A seguire tanti piccoli vuoti… Con lieve 🙂 imbarazzo mio e delle persone a me vicine.

Per ultimo, cercare mia figlia ovunque non vedendola arrivare per cena… chiamarla inutilmente al cellulare… e vederla arrivare serena, dopo la palestra!!!! E chi se lo ricordava che mi aveva detto proprio “quel giorno” che avrebbe iniziato ad andare in palestra?

Lo sgomento non lasciava e lascia lo spazio ad altro… Come mai?

Poi leggo questo articolo e… magia… è tutta colpa della chemio… non sono io!!!

E allora cerco di sorridere di fronte allo sguardo ironico di mia figlia che mi ricorda cose che evidentemente mi ha già detto.  O di fronte a qualche amica che mi ricorda episodi di cui ho dimenticato l’esistenza..

Mi sono organizzata con tanti bigliettini e una magica agenda aspettando che tutto torni come prima.

Tornerò la Claudia di “prima”? Non so, per adesso CI SONO!!!! 🙂

E forse anche per questo scrivo su un blog… per non perdere nulla.

Il blog come terapia!

 

 

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2012 in blog terapia, cancro, Chemioterapia, Memoria

 

Il calore di una domenica mattina

 Ieri, una mattinata lieve lieve trascorsa in casa con mia figlia… io a “trafficare” in cucina, lei a ripetere i concetti di un esame che deve sostenere oggi: penale.

Ad un certo punto la domanda, per me, più temuta: mamma mi interroghi?

MMMMMMMMMMMM odio interrogare, visceralmente…Io lo so, lei lo sa, ma tantè!

L’ho guardata e mi è venuto in mente di quando era bambina e giocavo con lei. A volte divertendomi molto… a volte molto meno. Ma giocavo, giocavo, giocavo, inventavo, interpretavo… E ironicamente dicevo… speriamo si ricordi di tutto questo giocare … almeno!!!

Beh, ieri era proprio la stessa situazione: fare qualcosa di utile ma … ma….ma..

E ovviamente uno struggimento profondo mi ha colto, quando, con una battuta, ho ricordato “quelle” parole a Maria e lei soavemente mi ha detto… “ma dai, giocavamo davvero tanto?”

Al mio sguardo feroce mi sono sentita rispondere… beh, non lo ricordo ma qualcosa deve essere rimasto se ti voglio cosi bene!

Non mi è bastato, infatti il mio sguardo intendeva: ci mancherebbe… sono la tua mamma.

E la fanciulla, rispondendo alle mie parole non dette… “mamma non bene… COSI’ bene!!”

Che dire, che fare? abbracciarla e ascoltarla ripetere qualcosa di cui non capisco un piffero e sperare di potere farlo in breve tempo 🙂

Finalmente termina e mi dice che va a fare la doccia… meraviglia… ci vado pure io.

Un altro pensiero mi assale all’improvviso: quando facevo chemioterapia fare la doccia era un dolore infinito e confesso che ne facevo meno del dovuto. Mi lavavo spesso “a pezzi”.

Ritrovarmi sola, dentro il box con il mio corpo nudo, magrissimo, di una magrezza indicibile, senza capelli… proprio mi pareva uno sforzo troppo grande.

Nessuno sollievo dall’acqua “purificatrice” … sentivo che non purificava proprio nulla…

Era un momento in più in cui la dura realtà di ciò che stavo vivendo diventava ancora più vera.

Oltre il vomito, la stanchezza, l’impossibilità a mangiare.. E la paura ovviamente.

Beh, questi ricordi hanno fatto sì che la mia doccia di ieri sia stata ancora più “coccolosa” e … soprattutto… non scontata!

E il pensiero della battaglia che sicuramente anche oggi dovrò affrontare sul lavoro…meno incidente…

We… ho una bella doccia alle spalle….

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in cancro, Chemioterapia, Figli, Lavoro

 

Sentirsi vivi

Sono appena tornata dal mare…
Galvanizzata..
Il piacere di sentire sotto i piedi l’acqua del mare.
Il piacere di sentire il sole sulla pelle.
Il piacere di sentire il tuo corpo.
Lunga, lunghissima passeggiata con la mia amica Alessandra..
Tante parole “costruttive”.. tanto affetto..
La meraviglia di sentirsi vivi, il pensiero a quelle amiche che in questo momento stanno lottando con farmaci feroci..
La speranza che questa sana sensazione di VITA mi accompagni a lungo…almeno fino a sabato quando mi controlleranno un linfonodo..
Che la paura si allontani da me

 

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2011 in Amicizia, cancro, Chemioterapia