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Archivi categoria: Figli

Ricordi

Quando Maria era piccola, un caro amico, scrisse, per lei, questa dolcissima canzone. E un altro amico la “musicò”.

L’ho riascoltata dopo anni …e  ho riprovato una forte emozione. Ho rivisto la mia Maria,  piccola piena di  dolcezza, come solo lei poteva essere.

Indifesa e al tempo stesso indomita. Meravigliosa.

Ricordo i nostri pomeriggi a giocare e quel fortissimo senso di appartenenza alla famiglia che si  andava concretizzando poco per volta. Unitamente alla sua sensibile personalità che pian piano si stava strutturando.

Non voglio aggiungere altro, potrei commuovermi.

E non lo voglio fare ora. Voglio solo assaporare i ricordi e amarla così com’è ora

 

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Pubblicato da su 27 marzo 2015 in Figli

 

Intervento

Il 2 gennaio ho inaugurato l’anno:mi sono operata al S. Orsola di Bologna.

Una giornata estenuante…. infinita… e Maria e Giorgio a dividerla con me.

Maria che cerco di presevare ma da cui… ingenerosamente, traggo energia.

Il risveglio dall’anestesia è stato inizialmente rassicurante in quanto, contrariamente all’altra volta “non avevo le nuvole in testa”.

Poi… dirompente … il vomito… e vomitare … scusate la schifio , senza stomaco,  è davvero difficile e doloroso.

Questo per due giorni.

Con le solite paranoie: speriamo non mi venga la febbre, speriamo non ci sia un’infezione, speriamo i punti tengano… speriamo… speriamo… speriamo…

E tanta rabbia da canalizzare rispetto a questo gratuito intervento.

Il chirurgo mi dice che in sede di intervento ha rifatto una colangiografia, asportato la bruttissima cistifellea,  tolto qualche aderenza a destra ma… ma… ma…non è riuscito neppure ad avvicinarsi all’anastomosi se non con  grandi rischi. E non ha ritenuto di rischiare.

In sintesi continuerò a mangiare frullato per tutta la vita. Il mio tubino di diametro 1 cm  è rimasto tale e quale!!!!

E di conseguenza il post operatorio è diventato meno allettante. Davanti a me, certo… la vita, ma con disillusione rispetto alle aspettative.

Pazienza.

Mi sono maggiormente resa conto della grande invalidità che la mia vita si porta dietro. E con questa consapevolezza sto cercando di fare i conti.

E non è facile da accettare.

Fino ad ore ho vissuto in un limbo perenne, aspettando il cambimento, aspettando la svolta. Ora SO che al svolta non ci sarà. Per me.

Il 7 finalmente sono tornata a casa…. Con commozione. Con la consapevolezza del lungo e forse tortuoso percorso che ancora mi aspetta.

Primo fra tutti aspettare che la febbricola passi senza che le paranoie superino la razionalità.

Un capitolo a parte Maria, la mia meravigliosa figlia.

Senza retorica:  ragione di vita.

Una sensibilità incredibile, una capacità di prevenire i pensieri e una dedizione sconfinata. Ma come è potuta diventare così?

Orgogliosa…  felicemente orgogliosa della sua generosità, della sua sensibilità, della sua maturità. Del suo essere donna cosi solidamente lieve. Della sua capacità di farti sentire “dentro al cerchio magico”.

Ne sono innamorata? Si, come non esserlo?

E dal profondo posso solo augurarle una vita ricca… ricca di tutto.

I giorni trascorrono…

 
6 commenti

Pubblicato da su 14 gennaio 2013 in Aspetttive, famiglia, Figli, Intervento chirurgico

 

Nuovo intervento… uffaaaaaaaaaaaaa

Ebbene sì, mi devo rioperare.. e abbastanza velocemente..

Ho fatto una colangiografia perche da troppo tempo avevo.. e ho… coliche molto dolorose e improvvise. Non si comprendeva se fossero dovute al passaggio del cibo o ai calcoli della colecisti..

Eh si, senza stomaco ma con la colecisti. Operata ad aprile 2008 e a luglio 2008.. già presenti i primi calcoletti.

Mi ha operato una persona molto coscienziosa che ha ritenuto di fare bene a … lasciarmela… ma …. così, urtroppo non è stato.

Allora, faccio questa particolare riasonanza e vien fuori la cosa peggiore… qualche piccolo calcolo si è incuneato nel dotto del coledoco………….. Eggià, non è proprio bello.

Il pericolo è che il panceras entri in sofferenza e coi calcoli nel dotto, come dice il gastroenterologo, il pericolo è realissimo.

Paura paura paura.

Perchè mica me la fanno in laparoscopia… e chi osa con tutte le aderenze che già ho?

La mia mente cerca la pace necessaria per affrontare tutto ciò.

Perchè è vero che ho superato cose ben peggiori, ma è altrettanto vero che sono sempre io che deve “rivedersi” coi tubini e tutto il resto. Uffffffffffffffffffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

 

 
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Pubblicato da su 21 novembre 2012 in cancro, Figli, futuro, Lavoro, Medici, Salute

 

Fatica

Sto cercando inutilmente di mangiare da circa un’ora. Sono davanti al pc,  senza persone vicino… che “rischiano” di invogliarmi a  parlare e quindi di farmi “mangiare” aria…

Più di altre  volte sto facendo una fatica pazzesca. Con tanto dolore. E mi chiedo, in momenti di grande scoramento come questo… perchè?

Va bene il tumore allo stomaco.

Va bene vivere con importanti problemi metabolici.

Va bene avere la dumping.

Va bene avere crisi ipo/iper glicemiche sempre per la  mancanza dello stomaco..

Ma perchè devo fare passare il cibo, dopo 4 anni,  in 8 miseri mm?

Perchè avere dolori così forti quando mangio?

Perchè?

Perchè le dilatazioni non sortiscono beneficio?

Uffa uffa uffa uffa.

Qualcuno sta insistendo per rifare l’anastomosi… il rabbocco…  e anche rispondo che non ne voglio sapere…… penso che sarà invece ciò che che dovrò fare.

Così non posso andare avanti!

L’ eterna incertezza, ogni volta che mi siedo a tavola,  di non sapere se riescirò a mangiare…

Sono stufa stufa stufa. E anche un pò rabbiosa… Ma passa… e scriverlo forse aiuta. E le spalle sembrano sostenere un peso più leggero.

Questi sono i momenti in cui mi cullo nel ricordo della mia vita di prima..

E ripenso alla spensieratezza con cui vivevo.

E ripenso alla lievità di cui erano impregnate le mie giornate.

Poi guardo Maria e ringrazio “comunque” di esserci. Nonostante tutto.

Con la consapevolezza che domani  mi vergognerò di essermi lasciata andare… Ma va bene così…

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2012 in blog terapia, cancro, Dilatazione, Figli, Senza categoria

 

Il calore di una domenica mattina

 Ieri, una mattinata lieve lieve trascorsa in casa con mia figlia… io a “trafficare” in cucina, lei a ripetere i concetti di un esame che deve sostenere oggi: penale.

Ad un certo punto la domanda, per me, più temuta: mamma mi interroghi?

MMMMMMMMMMMM odio interrogare, visceralmente…Io lo so, lei lo sa, ma tantè!

L’ho guardata e mi è venuto in mente di quando era bambina e giocavo con lei. A volte divertendomi molto… a volte molto meno. Ma giocavo, giocavo, giocavo, inventavo, interpretavo… E ironicamente dicevo… speriamo si ricordi di tutto questo giocare … almeno!!!

Beh, ieri era proprio la stessa situazione: fare qualcosa di utile ma … ma….ma..

E ovviamente uno struggimento profondo mi ha colto, quando, con una battuta, ho ricordato “quelle” parole a Maria e lei soavemente mi ha detto… “ma dai, giocavamo davvero tanto?”

Al mio sguardo feroce mi sono sentita rispondere… beh, non lo ricordo ma qualcosa deve essere rimasto se ti voglio cosi bene!

Non mi è bastato, infatti il mio sguardo intendeva: ci mancherebbe… sono la tua mamma.

E la fanciulla, rispondendo alle mie parole non dette… “mamma non bene… COSI’ bene!!”

Che dire, che fare? abbracciarla e ascoltarla ripetere qualcosa di cui non capisco un piffero e sperare di potere farlo in breve tempo 🙂

Finalmente termina e mi dice che va a fare la doccia… meraviglia… ci vado pure io.

Un altro pensiero mi assale all’improvviso: quando facevo chemioterapia fare la doccia era un dolore infinito e confesso che ne facevo meno del dovuto. Mi lavavo spesso “a pezzi”.

Ritrovarmi sola, dentro il box con il mio corpo nudo, magrissimo, di una magrezza indicibile, senza capelli… proprio mi pareva uno sforzo troppo grande.

Nessuno sollievo dall’acqua “purificatrice” … sentivo che non purificava proprio nulla…

Era un momento in più in cui la dura realtà di ciò che stavo vivendo diventava ancora più vera.

Oltre il vomito, la stanchezza, l’impossibilità a mangiare.. E la paura ovviamente.

Beh, questi ricordi hanno fatto sì che la mia doccia di ieri sia stata ancora più “coccolosa” e … soprattutto… non scontata!

E il pensiero della battaglia che sicuramente anche oggi dovrò affrontare sul lavoro…meno incidente…

We… ho una bella doccia alle spalle….

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in cancro, Chemioterapia, Figli, Lavoro