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Archivi categoria: Intervento chirurgico

Uno sguardo oltre l’orizzonte

   Mi sono svegliata con un brutto senso di costrizione.

Ho “sentito”, dentro di me..  l’odore della sala operatoria, e ho capito!

Non ho ancora metabolizzato l’intervento subito. Se attivo tutti i filtri a mia disposizione, sono in grado di razionalizzare che .. l’ho GIA’ subito e che quindi… è alle spalle,  e che ora devo solo guardare avanti!

E invece no.

Continuo, in momenti come quello di stamattina, a sentire tutto il peso della mia condizione, continuo a sentire il peso di non potere gestire il mio corpo, continuo a subire ciò che il corpo decide… avendo pochi margini di intervento.

Vorrei poter mangiare con relativo piacere… veramente mi basterebbe potere farlo senza patire troppo, vorrei poter consentirmi un viaggetto, vorrei poter andare a scuola con serenità, padrona delle mie energie.

Vorrei..

Ed ecco il peso.. ed ecco quella sensazione del respiro si ferma.

Ed ecco la rabbia e il dolore per questa vita che non ho scelto, una vita da disabile…

Poi il pensiero va oltre … E’ COMUNQUE VITA. E devo farne tesoro.

Allora pian piano cerco di “fare ragionare” la mia “pancia” e … farle comprendere che le sale operatorie, comunque, aiutano a continuare un percorso. Aiutano a vivere. E che la strada, anche se accidentata, comunque consente di viaggiare.

 

 

 

 

Doccia wowwwwwwwwwww

Cos’ha contraddistinto la mia giornata di oggi?

Una meravigliosa doccia e un inaspettato … ma non tanto…  dono di una persona speciale (ma di questo parlerò in un post specifico). Beh, la mia doccia è stata fantastica, la prima dopo 20 giorni…Sisssì, 20 giorni

Sentire scorrere l’acqua sulla pelle è stato magnifico e una volta di più ho riflettuto sul fatto che non bisogna dare MAI nulla per scontato. Neppure la doccia.

E la tartaruga senza guscio ha trovato un suo perché.

 
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Pubblicato da su 22 gennaio 2013 in Intervento chirurgico, Riflessioni

 

Fortuna? Mah…

   Oggi 19 gennaio…  non 18….e quindi voglio raccontare del mio “fantastico 18”.

Non so se ritenermi superstiziosa ma…. strada facendo, mi sono curiosamente accorta che gli avvenimenti peggiori, nella mia vita, sono collegati ad un 18.

Primo fra tutti un bruttissimo incidente, 18 gennaio 1981, nel quale, da condotta, ho riportato la rottura della C7 (ultima vertebra cervicale e D4,5,6,7)… non male vero? 48 ore di prognosi, e mesi da incubo… a giugno … ritornata alla vita. Ma di questo magari parlerò un’altra volta.

Beh, ieri mattina mi sveglio per tempo, provo la febbre e quell’alterazione che a giorni alterni mi prende… c’e’. Cominciamo bene, mi dico.

Alle 11 infatti devo essere al S. Orsola a togliere i punti (forse)..

Vabbè.

Rasserenata dal fatto che non nevica (durante la notte avevo immaginato scenari da film) vista l’allerta dato dalla protezione civile, mica da mia nonna…

Con relativa leggerezza io e mio marito siamo in autostrada… tempo sereno… ma perfidamente si affaccia un pensiero: è il 18 gennaio, la data che detesto… vabbè, speriamo bene.

Arriviamo a Bologna, discussione con il “casellante”per farmi accedere con l’auto davanti al portone per consentimi di scendere e non fare km di strada ( e come faccio????).

Indosso, a fatica il mio piumino e quel santo di mio marito scende dall’auto, mi apre la portiera e mi accompagna alla porta. 5 passi di numero, infatti non indossa neppure il cappotto, in quanto deve spostare immediatamente l’auto…

Che è successo in quei 5 passi???????

Furto con destrezza: spariti, nell’ordine: cappotto con annesso portafoglio, con annessa carta di credito, bancomat, soldini ecc…, telefonino, e udite udite… chiave dell’auto!!!!!

Mi ero quindi appena seduta sulla sedia in attesa del mio turno… che vedo mio marito VIOLA rientrare a raccontare, incredulo, il fattaccio.

Ieri a Bologna la temperatura si attestava su 2, 3 gradi …. Forse Giorgio dalla rabbia non sentiva neppure freddo ma… freddo c’era a stare in camicia!!!

Nell’ordine: bloccate le carte in banca, bloccata la sim…. Telefonato all’assicurazione…. Uno strazio.

Chiamato il carro attrezzi che ha riportato l’auto a Ferrara (ovviamente la chiave sostitutiva non si è trovata) e per avere la nuova servono 2,3 giorni (sono quelle elettroniche).

Mentre mio marito, in qualche modo sbrigava queste incombenze, aiutata da mia figlia ( che era a casa a Ferrara), io aspettavo il mio turno per togliere i famosi punti (forse).

Si presenta una emergenza e il chirurgo è chiamato in sala… allora l’infermiera chiama uno specializzando (che fortuna vero?), il quale mi fa domande che non mi rasserenano e decide di togliere i punti, tutti.

Dottore, mi sento dire… m a non me la guarda PRIMA la ferita? E poi, in genere non si  toglie un punto si  e uno no?

Lui, dall’alto di non so cosa mi dice… ora guardo. (Aveva già deciso prima di aprire il cerottone, mannaggia)

Toglie finalmente il cerottone e vedo, pure io , da ignorante,  una ferita pulita, non rossa… anche se molto spessa, speriamo bene).

Ovviamente conferma di togliere tutto (ora però può avere un senso, ma ormai la fiducia era ai minimi storici)… Toglie il primo punto e…. AHHHHHHHHIIIIIIIIIII… lui indietreggia… Dottore mi ha preso “la ciccia”. Ma che dice?, mi risponde… mi sollevo e vedo, oltre al pizzicotto anche un poco di sangue… divento meno educata… e lui un poco più attento..

Tutti gli altri punti vengono via senza particolari problemi se non con il consueto fastidio…

Finalmente esco e, in sala di attesa, attendo che quel compassionevole di mio cognato, da Ferrara venga a prendermi per riportarmi a casa (le vibrazioni del treno non mi hanno invogliato a prendere il mezzo).

Voglio che trascorra velocemente questo 18……..come darmi torto???

E intanto mi sento come una tartaruga senza guscio…

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2013 in Intervento chirurgico, Medici

 

Intervento

Il 2 gennaio ho inaugurato l’anno:mi sono operata al S. Orsola di Bologna.

Una giornata estenuante…. infinita… e Maria e Giorgio a dividerla con me.

Maria che cerco di presevare ma da cui… ingenerosamente, traggo energia.

Il risveglio dall’anestesia è stato inizialmente rassicurante in quanto, contrariamente all’altra volta “non avevo le nuvole in testa”.

Poi… dirompente … il vomito… e vomitare … scusate la schifio , senza stomaco,  è davvero difficile e doloroso.

Questo per due giorni.

Con le solite paranoie: speriamo non mi venga la febbre, speriamo non ci sia un’infezione, speriamo i punti tengano… speriamo… speriamo… speriamo…

E tanta rabbia da canalizzare rispetto a questo gratuito intervento.

Il chirurgo mi dice che in sede di intervento ha rifatto una colangiografia, asportato la bruttissima cistifellea,  tolto qualche aderenza a destra ma… ma… ma…non è riuscito neppure ad avvicinarsi all’anastomosi se non con  grandi rischi. E non ha ritenuto di rischiare.

In sintesi continuerò a mangiare frullato per tutta la vita. Il mio tubino di diametro 1 cm  è rimasto tale e quale!!!!

E di conseguenza il post operatorio è diventato meno allettante. Davanti a me, certo… la vita, ma con disillusione rispetto alle aspettative.

Pazienza.

Mi sono maggiormente resa conto della grande invalidità che la mia vita si porta dietro. E con questa consapevolezza sto cercando di fare i conti.

E non è facile da accettare.

Fino ad ore ho vissuto in un limbo perenne, aspettando il cambimento, aspettando la svolta. Ora SO che al svolta non ci sarà. Per me.

Il 7 finalmente sono tornata a casa…. Con commozione. Con la consapevolezza del lungo e forse tortuoso percorso che ancora mi aspetta.

Primo fra tutti aspettare che la febbricola passi senza che le paranoie superino la razionalità.

Un capitolo a parte Maria, la mia meravigliosa figlia.

Senza retorica:  ragione di vita.

Una sensibilità incredibile, una capacità di prevenire i pensieri e una dedizione sconfinata. Ma come è potuta diventare così?

Orgogliosa…  felicemente orgogliosa della sua generosità, della sua sensibilità, della sua maturità. Del suo essere donna cosi solidamente lieve. Della sua capacità di farti sentire “dentro al cerchio magico”.

Ne sono innamorata? Si, come non esserlo?

E dal profondo posso solo augurarle una vita ricca… ricca di tutto.

I giorni trascorrono…

 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2013 in Aspetttive, famiglia, Figli, Intervento chirurgico