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Quando sei guarito dal cancro? Quando ti consideri guarito?

COLONNANel titolo la domanda che da ieri mi pongo.

Ho scritto che qualche giorno fa ho dovuto fare una risonanza cervicale per un incidente subito. Beh, ieri con tutta calma mio marito mi ha portato a casa il referto. E con tutta calma l’ho letto. Erano le 14 circa, l’ora in cui rientro (purtroppo spesso) da scuola.

E… già alla lettura delle prime parole…. sono entrata in un buco nero. Pieno di paura, pieno di paure. E di terrore.

Dalla lettura del referto, che alla fine indicava altri accertamenti……”a scopo prudenziale”, così hanno scritto… era certificata, oltre ai piccoli/grandi problemi legati a fratture precedenti, la presenza di un ispessimento midollare, 5 mm, che dalla C3 alla D2 impedisce il normale flusso del liquido. Siringomielia.

Sono immediatamente andata a cercare su internet per  cercare di capire… e le motivazioni di questa siringomielia sono diverse, una delle quali oncologica.

Mi sono sentita avvolgere dal terrore, ho rivissuto il passato… e mi sono detta.. ok Claudia… ciò che temevi si sta avverando..

Immediatamente le richieste d’aiuto sanitario e alle 17 finalmente mi sono seduta davanti ad un neurochirurgo che guarda il CD e mi dice che secondo lui non c’e’ nulla di oncologico, che lo comprende dal liquido, dal modo in cui scorre e dalla sua opacità.

Il mondo comincia a ricollocarsi. E forme, i suoni e i colori, ritornano ad assumere significato compiuto.

Allora chiedo…ma da cosa dipende? E lì la risposta è diventata  fumosa…

Mi viene fatta una scrupolosissima visita dalla quale emerge che non ho particolare sintomatologia.

La proposta è di lasciar perdere ciò che c’e’ scritto sul referto e fare una nuova RM tra sei mesi e controllare l’eventuale crescita. Perchè, mi dice, il flusso non si deve interrompere, in quel caso sarà necessario intervenire per ripristinarlo.

Non mi addentro nelle spiegazioni.. perchè mi torna il batticuore. In fondo  potrebbe rimanere stabile. E io a questo penso.

Verso le 19, la casualità mi fa parlare con l’oncologo che mi segue e che mi parla di uno studio sul benessere dei “guariti” dal tumore.

Lo fermo e gli chiedo (mai giornata poteva essere migliore)..scusi, ma per VOI (medici) CHI sono i guariti? Lui riflette qualche secondo e mi risponde… certamente chi ha superato i cinque anni.

Naaaaaaaaa.

La percezione mentale di guarigione, per quanto mi riguarda non ce l’avrò mai. Ci si pensa meno (al cancro), ma non ci si  sentirà mai guariti.

Questo è il cancro.

E non ho voglia, oggi, di pacchette sulle spalle di gente che, in assoluta buona fede, ti dice: dai, sei guarita, non ci devi pensare più. “Sto par de pa@@e. L’idea di cancro ce l’hai dentro, silente, per quanto uno possa (come me) essere positivo… e io decisamente lo sono.

 

 

 

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2015 in Aspetttive, cancro, futuro, incidente, Paura, Senza categoria

 

Uffa

Oggi sono andata a Bologna per parlare con un medico rispetto ad un progetto  per il quale gli avevo chiesto collaborazione.

Lavora al S. Orsola e per arrivarci, uscita dall’autostrada ad un certo punto si deve  percorrere via Massarenti.

Beh, a metà di via Massarenti, da un parcheggio posizionato sulla destra, nel mio senso di marcia, mi taglia la strada un’auto per immettersi nella corsia di sinistra, opposta alla mia…. e quindi una bella inversione a U.

Ebbravo!

Ho frenato con violenza… ma l’impatto c’e’ stato ugualmente.

Ho sentito il botto, ho sentito la mia schiena sbattere contro il sedile…

In genere sono una persona molto lucida e di fronte alle avversità resto sempre razionale, poi crollo,  ma nel momento del bisogno riesco a rimanere operativa.

Oggi non so… oggi no.

Sono scesa dall’auto e ho cominciato a tremare forte… mi sono proprio spaventata…

E violentemente sono ritornata al 18 gennaio 1989. La segretaria della  scuola di Molinella mi aveva chiamato per una supplenza… ero infatti, all’epoca, giovane e supplente. E per i supplenti, ora e allora, i giorni di incarico sono vitali per poter avere punteggio e quindi salire in graduatoria e poter ambire a supplenze sempre più lunghe… Il classico gatto che si morde la coda… come avrebbe detto  mia zia Nicoletta. La mia zia Nicoletta.

Beh, quel 18 gennaio mi chiamano per qualche giorno di supplenza ovviamente subito accettai.

Il problema era che quel giorno non avevo l’auto  e allora mia sorella, decise di accompagnarmi… Argenta – Molinella. Nel tratto Argenta – Marmorta, l’ultimo ricordo che ho è la strada piena di  zolle di terra e poi più nulla… forse solo l’auto che sbanda.

Poi a tratti, ricordo il suono della sirena, l’ospedale di Molinella e le sirene spiegate dell’ambulanza verso il Rizzoli di Bologna. E la testa che non riusciva a stare in asse. Ma non ne sono certa, la conoscenza andava e veniva.

La piacevole sensazione di un telo caldo al Rizzoli e un medico che mi dice: sei stata fortunata “la botta si è allungata… mah”.

Poi il vuoto  per tante ore.

Riferisce mia madre 48.

Prognosi.

Poi evidentemente le cose hanno funzionato e mi hanno inscatolato, dopo essere stata in trazione,  in un gesso che comprendeva la testa, il dorso,l’inguine.

In ospedale obbligata all’immobilità per un mese e per un’altro mese a casa. Dopo di chè ho potuto alzarmi… con la mia armatura.

Rottura della spinosa (ultima cervicale) e del dorso di 4,5,6,7, dorsale. Ecco cosa intendeva il dottore… per fortuna la “botta non ha rotto un’unica vertebra… sarebbe stato un macello… carrozzina…

Sono stati  mesi lunghi, lunghissimi, con tanti pensieri e  paure. Paura che quelle parestesie per cui facevo quotidianamente iniezinoni fossero un segnale  paura di non ritornare “come prima”.

A giugno, finalmente sono ritornata “normale”… (lo sono mai stata??).

In un nano secondo, tutto davanti ai miei occhi mentre pensavo che in auto si può anche pensare che le personali furbizie poi le pagano tutti. Chissà cosa doveva fare di così importante “quel” signore per tagliarmi la strada e mettere a rischio la mia vita, la sua e quella degli automobilisti dell’altra corsia.

Sono poi riuscita ad andare  a parlare con la persona per cui mi sono spostata da Ferrara, che voleva accompagnarmi al pronto soccorso, ma ho rifiutato, vediamo se durante la notte il dolore a sinistra, nella schiena smette: troppi raggi mica fanno bene

 

 

 

 
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Pubblicato da su 28 gennaio 2015 in incidente, Paura

 

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Che la festa inizi

Domani

 
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Pubblicato da su 7 dicembre 2014 in Aspetttive, cancro, famiglia, futuro, Paura

 

Non tutti i giorni sono uguali

Oggi sono un po’ abbacchiata.

Sono andata a Roma, certo… contenta, certo.

POi una settimana a casa tra febbricola, tosse mal di gola, ecc.. ecc…

E intanto ho continuato con i farmaci per la contaminazione batterica… quasi un mese tra tutti… Con un miglioramento… e i miei occhi che cominciano a vedere luce. Da stamattina … il disastro… dalle 5..  e sono le 11.14… che sono in bagno.

Ufffffffffffffffff. c sono momenti in cui vedi la risalita. Momenti in cui ti senti quasi normale, con normali possibilità. Poi ripiombi… e ti ricordi, qualora ce ne fosse stato bisogno, che normale non sei.

Per fortuna ho trovato il mio gastroenterologo che ha fatto una ipotesi e ora sto prendendo un nuovo farmaco…. ebbasta.

Vorrei un pochino di salute.. quel tanto per respirare.

Stufa e abbacchiata

 

 
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Pubblicato da su 17 novembre 2013 in cancro, Invalidità, Medici, Paura, Salute

 

Anniversario

     Cosa si prova  nel sentirsi dire: signora i suoi controlli potrebbero terminare qui

Non so

Stordita.

E’ la frase che speravi di sentirti dire, ma che temevi di non sentire mai.

Impaurita da quello che significa: sono guarita?

Impaurita dalla portata della notizia…

Il primo pensiero: non mi seguirai più? Sarò  sola d’ora in poi?

E la paura, quella viscida e strisciante, compagna di tanti momenti, cerca di insinuarsi e di non farti gioire della reale  portatata della notizia.

Poi la razionalità  ha il sopravvento….

Eh si, il tuo oncologo ha proprio detto che sei GUARITAAAAAAAAAAAAAAAA

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2013 in cancro, futuro, Paura

 

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Ops… si sono sbagliati

Giorni fa mi è successa una cosa che ha dell’incredibile… Sarà il periodo, non so… boh..

Ora racconto: giovedi dopo giorni di finto rilassamento ( e chi si rilassa quando sa di dovere fare i marcatori?)..

Sono da fare, quindi, a prescindere dalla voglia.. vado all’ospedale per  il prelievo di sangue.

L’ospedale in cui mi reco è quello nuovo, a pochi Km da Ferrara ma per il quale sono state fatte tante polemiche… L’ospedale di Cona.

Fatico un po a trovare il reparto ma… lo trovo. Entro, saluto le infermiere (solite) e questo rassicura, in un ambiente sconosciuto…

Mi faccio fare il preleievo ed esco.

Una volta uscita, cerco, come al solito,  di impegnare con molteplici attività il tempo che occorre per arrivare alle 14. Orario in cui di solito il laboratorio consegna il referto.

Beh, le 14 arrivano… e il mondo mi crolla addosso… da 18 (era già altino, ma già sceso,  dai 23 e rotti di dicembre).. risulta 40. Sì, 40. Se si considera che il massimo consentito è 16.3, il mio stato d’animo TERRORIZZATO diviene comprensibile.

Come un’automa chiamo l’oncologo nella vana speranza mi possa dire di non preoccuparmi.

L’oncologo, invece,  mi “intima” di fare una tac dall’encefalo … fino alle unghie dei piedi. Gli faccio presente che ne ho fatta una a dicembre (polmoni, proprio per quel 23 di NSE) e una  all’addome a maggio.

Non sente ragioni ma contratta dicendo che ne avrebbe parlato con il primario e che ci saremmo sentiti lunedi.

Non so cosa mi abbia illuminato ma comincio a pensare di rifare l’esame. Mi presento il giorno dopo, venerdi, all’ospedale. Ormai mi conoscono da anni e mi vengono incontro anche se riesco a fare partire il sangue solo alle 11. Vado a casa e ricomincia l’agonia.

In realtà non  mi aspettavo grandi differenze. Mi sembrava più che altro un modo per non fare capire alla malattia che supinamente accettavo.. non so.

Alle 17 mi telefona l’oncologo e mi conferma che anche il primario consiglia la tac.

Davvero a quel punto sono crollata. Il prof. Amadori è quanto di più professionalmente rassicurante esista. Se pure lui vuole mettermi “nella macchina” evidentemente deve avere le sue ragioni.

Ragioni he non voglio ancora considerare. Perchè HO PAURA. TANTA.

Allerto mio marito che subito prenota privatamente per lunedi la tac.

Trascorrono 10 minuti e mi chiamano dall’ospedale scusandosi… il marcatore è 17………………………….

Torno a respirare ma non ne sono cosciente…

Richiamo l’oncologo e gioiamo insieme.

“Sconfermo” la tac e cerco di riprendere a vivere.

Una considerazione: perchè in laboratorio non hanno ricontrollato un valore cosi importante prima di consegnarlo ad un paziente???? Perchè???

Può succedere anche il contrario… e allora?????

Andrò, comunque a chiedere chiarimenti direttamente in laboratorio. Mannaggia!!!

Sono trascorsi 7 giorni ma non riesco a ritornare nel mondo dei “quasi sani”. E’ ritornata forte la paura che da sempre cerco di combattere: la paura che il cancro possa ritornare!

Comunque l’NSE è 17… poi controllerò il resto (perchè qualche cosina che non va rimane… ma sciocchezze rispetto all’NSE)…

Chi mai potrà dirmi che il 17 porta male???????????????????????? 🙂

 

 

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2012 in cancro, Medici, Paura, Senza categoria

 

Stufaaa

Mi sono riletta gli ultimi miei post… che pizza… Sempre a parlare di star male e a parlare di ingiustizie… Che pizza..

Ma è così!!

Un giorno al mare con Maria, una gioia, vita vita vita.. (non mangio e sto benino)

Poi però la normalità mi sbrana: da quattro giorni  coliche violente violente, almeno due al giorno.

Che devo fare ancora? Perchè? Cosa le determina?

Mi alzo al mattino pensando… oddio devo mangiare…

E ho paura, perchè questo è proprio dolore dolore.

Mi sento davvero senza riferimenti… passerà.

Chi si immaginava una vita cosi?

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2012 in cancro, futuro, Paura, Salute, Speranze