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Archivi categoria: Tristezza

Metti una sera a cena

Sono in cucina, e sto riflettendo,  obbligatoriamente riflettendo per capire cosa mi sta succedendo: dall’estate sono successe tante cose, alcune veramente strepitose, altre meno…. ma tanta Vita. Vita in tutte le sue sfaccettature.

Dolore violento  per la morte di persone care.

Gioia infinita per qualche nascita.

Vita

Negli ultimi giorni ho contato  le ore che mi separavano dalle vacanze di Natale (che per noi insegnanti sono davvero lunghe)… e finalmente oggi… mi sono sentita  libera….

In  amo appassionatamente il mio lavoro, quest’anno meno….  aspetto di capire se le condizioni cambieranno con l’anno prossimo. Ciò che invece  mi appassiona e continua ad essere sempre più affascinante è  il rapporto con i miei studenti: quello sì, è magico.

Nella mia classe ci sono donne,  mogli di militari e quindi avvezze a girare il mondo, con 27,3 periodico di  lauree a testa alle quali,  con poca difficoltà,  insegno i rudimenti della lingua italiana. Ci sono i ragazzi arrivati in Italia come rifugiati politici, con gli occhi pieni nostalgia… e di paura, ci sono  ragazze dell’est con la voglia di un riscatto sociale, ci sono ragazzi nigeriani con il desiderio di costruirsi una vita piena di benessere… ci sono… ci sono…. Una variopinta umanità che trova, nell’ imparare l’italiano, il denominatore comune.. e spesso scatta la risata. Momenti davvero irripetibili.

Purtroppo invece,  nonostante queste belle emozioni, per certe meschinità non vedevo l’ora arrivassero le “sante vacanze”…  quando non hai l’animo sereno… tutto si riempie di una patina grigia e i colori sono meno brillanti. Appena mi sento racconterò dettagliatamente del mio contesto lavorativo. E della fatica che deve fare una persona che fisicamente non ha le stesse opportunità della media.

Stasera, complice il pomeriggio casalingo,  arrivo all’ora di cena con meno stanchezza del solito e mi dico: riuscirò a mangiare “meglio”, con meno fatica.

E invece no.

Sono qui seduta, in cucina, sola, davanti alle patate bollite e alla bistecca frullata fina fina.

Apro la bocca, mastico bene (ho imparato che è una funzione importante) ma il cibo si blocca… non scende. Pur essendo praticamente liquido.

Scende invece una lacrima

Delusione, ricordi, senso di impotenza.

Guardo il cibo e mi pare impossibile non poterlo mangiare.

Guardo il cibo  e mi pare impossibile non riuscire a nutrirmi.

Guardo il cibo e detesto il non potere godere dei sapori e della leggerezza del mangiare.

Guardo il cibo e ricordo con nostalgico dolore la mia vita precedente.

Vita in cui mangiare era GIOIA, piacere…. lussuria.

Vorrei avere un’altra “entrata”… ma la via d’accesso è solo quella: la bocca.

PERCHE?

Dico spesso che non bisogna chiedersi il “perchè”, che bisogna imparare ad amare questa nuova vita.. Che è diversa ma che è VITA.

Stasera voglio invece lasciarmi andare ad un sano sfogo, voglio poter dire che sono triste che rivorrei la “mia” vita.   Che non ho fatto nulla per meritare un cancro allo stomaco, anzi.

E penso che ogni tanto faccia anche bene poter dare sfogo a sentimenti che con la razionalità si cerca di incanalare in positività, spesso soffocandoli.

Ma non sempre ci riesco, stasera no.

Poi penso che sono qui. Che anche quest’anno posso godere dell’atmosfera del Natale insieme alle persone a cui voglio bene. Ripenso anche agli amici  che non ci sono più e che porto nel cuore, Ferdinando, Fosca, Virna, Fausto ecc ecc ecc.

Claudia forza, la vita ce l’hai,  riempila di buone emozioni e pian piano ritorna alla  retta via.

Riuscirò a mangiare domani

Forse.

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Pubblicato da su 23 dicembre 2016 in amici, Aspetttive, cancro, Natale, Tristezza, Tumore allo stomaco

 

Il saluto a Giovanni

Giovanni

Ci sono giorni che sono peggio di altri.
Oggi lo è.
Mercoledi la notizia della morte di un caro amico conosciuto nel gruppo “Vivere dopo il cancro allo stomaco si può”.
Un amico “speciale”, uno di quegli amici conosciuti nella rete e che dalla rete si è fatto, carne, ossa, sangue.
Lui, preside in pensione, che per un certo periodo è stato responsabile dell’ufficio integrazione in provveditorato a Padova.
Io, per 16 anni, responsabile dell’ufficio integrazione in provveditorato a Ferrara.
Una vita stranamente parallela…
Poi, sia per me, sia per lui… la malattia.
Lui… paziente oncologico esperto, come amava definirsi.
Io apprendista.
Entrambi però senza stomaco.
Dopo uno scrutarsi ed un annusarsi all’interno del gruppo FB “Vivere senza stomaco si può” abbiamo cominciato a sentirci anche telefonicamente. Lui, come me, credeva fortemente nella nostra Associazione, nella possibilità di “fare il cambiamento”.
Credeva talmente tanto nella nostra Associazione da venire, il 20 febbraio, alla prima riunione del comitato scientifico, in treno da Padova a Ferrara e da Ferrara in auto con me a Bertinoro.
Mentre faceva chemio ovviamente.
Come non amarlo. Come??
Tanti i progetti, tante le aspettative… Un viaggio ricco di emozione quello per la Romagna. Un viaggio pieno di aspettativa per quello che avremmo trovato e per la scoperta di noi stessi. Senza la retorica che in genere accompagna questi eventi, davvero ritengo che il mio mondo, da mercoledì, sia più povero.. nel vuoto che Giovanni ha lasciato.
Anche per lui….e per i tanti che non ci sono più, d’ora in poi , ancora più fortemente mi impegnerò.
Mi manca LUI, mi manca la sua ironia, mi manca la sua precisione nel cercare le informazioni che il gruppo chiedeva ( o che non chiedeva ma di cui lui si rendeva conto ci fosse bisogno). Mi manca il suo voler renderci partecipi che c’era, per noi pazienti, la possibilità di essere pazienti attivi, non passivi.
E che la differenza la faceva.. l’essere pazienti “esperti”.
Ieri, sabato, con forza, perché ne è servita molta, sono andata, insieme a Fosca, a salutarlo. Con fatica, tanta.
Con la tenerissima, dolce e sensibile Fosca. Una donna speciale piena di luce.
Amata anche da Giovanni e da Giovanni spesso ricordata nelle nostre telefonate.
La chiesa gremita all’inverosimile, probabilmente tutti i segmenti della vita di Giovanni.
Una chiesa luminosa, piena di fiori e di amici lo hanno salutato.
Io e Fosca, raccolte vicine vicine a condividere questo dolore. E a cercare di dare un senso a questa morte.
Guardare quella cassa chiusa mi ha destabilizzato… continuavo a vedere Giovanni sorridere sornione e un tantino ironico, continuavo a vedere Giovanni cercare di spiegarci le cose. Continuavo a vedere Giovanni sottolineare le parole più significative, lette nei nostri post all’interno del gruppo. Continuavo a vedere la luce che gli occhi di Giovanni emanavano… davanti al piatto di tagliatelle a Bertinoro. Continuavo a verderlo camminare indomito, nonostante il dolore alle gambe, sulla stradina collinare di Bertinoro…
Al termine della cerimonia, alcune persone hanno voluto portare il loro personale saluto. C’era il compagno di camminate montanare, l’insegnante della sua scuola: il Marconi, il preside, lo studente, la socia dell’associazione “Pronto anziano”… e solo in quel momento ho pensato che anche noi dell’Associazione dovevamo portargli il nostro saluto e far sapere ai suoi amici quanto gli abbiamo voluto bene…
Un universo di mondi paralleli ruotanti nella stessa direzione.
Sono pure io una insegnante e in genere non ho difficoltà a parlare di fronte a persone… ma ieri non è stato quello il problema. Il problema è stato mettere a nudo i sentimenti, il sentimento mio e della nostra associazione, di amore nei confronti di Giovanni.
Ma glielo dovevamo.
Purtroppo mi sono emozionata, sono salita all’altare e guardando Giovanni l’emozione mi ha impedito per alcuni minuti di parlare. Attimi lunghissimi nel silenzio assordante della chiesa.
Ma sono voluta rimanere… e le parole si sono fatte spazio tra il pianto.
L’ho salutato per tutta la nostra comunità, l’ho ringraziato per tutto il bene che a noi ha portato… e, come aveva ricordato con una meravigliosa poesia qualcuno prima di noi… lui è con noi… nella stanza accanto. Prima di andare via abbiamo salutato la Famiglia di Giovanni… che ci ha ringraziato… sì, ringraziato……
Ciao Giovanni”

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2015 in amici, Amicizia, Associazione, cancro, Memoria, Salute, Tristezza

 

Pensieri

Mi vergognerò… sicuramente delle mie parole… dei miei pensieri….

Sono al mare, il mare che adoro. E’ appena andata via un’amica che è venuta a trovarmi per due giorni…

Maria è serena con amici a Trento. Giorgio tranquillo a Ferrara.

Da dove viene questo magone .. allora????? Non so.

Certo che fa male. Certo che.. anche se continuamente mi racconto tante cose … sullo sfondo c’.è ancora tanto da metabolizzare.

Il cancro mi ha cambiato la vita. E guardare il cibo e sapere che non posso serenamente “usarlo” non aiuta.

Tristezza

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2013 in cancro, Tristezza

 

Grinta

Ho fatto l’ecografia al seno e la relativa mammografia. Tutto bene.

Confesso che ero in ansia..anche perché sia l’anno scorso che quest’anno il radiologo ha voluto controllare i precedenti…

Vabbè, tutto bene e mi ha messo in calendario per il prossimo anno J

Uscita dall’ospedale ho cominciato a pensare a mia figlia che verosimilmente stava sostenendo l’ultimo esame della sessione… e speravo andasse bene (è verdolina… ha dato altri 2 esami e davvero ha bisogno di “staccare”… Mi telefona nel primo pomeriggio e mi dice: mammmmmmma 27. Accettato e ora…vacanza!! Anche perché la materia  proprio non le piaceva: commerciale.

Ci rilassiamo sul divano assaporando la “rilassatezza”… quanto bene le voglio!!!

E facendo programmi per il mare.

Ci regaliamo un aperitivo nel mio posto preferito… BIDA (Maria un Crodino, io una bella tazza di orzo).

Rientriamo e si inizia a cenare… eil mostro è lì… dietro l’angolo.

Ma perché caspita mi deve venire un dolore così violento mentre mangio la tempestina.

La tempestina… sì, la tempestina.

Fatico sempre di più a sopportare questi dolori, sia per la violenza sia per l’imprevedibilità.

Ho cercato di “reggere” ma oggi pago.

Un senso di insoddisfazione e di inquietudine mi pervade e mi rendo conto che sto scendendo la china. Tristezza, senso di costrizione e lacrime in tasca.. Non posso essere io.

La misura me la da il fatto che sono tornata al mare da sola, ho rifiutato un invito a cena di amiche (io così solare, allegra, compagnona) e sono stata tutto il giorno con Max a rimuginare… Rmrmrmrmrmrmrmmrrmrmrmrmrmrm

Il mio rimuginare mi ha portato a riconoscere di non avere il diritto di abbattermi… che fino ad ora la malattia non è tornata, che devo guardare avanti e che, come diceva una specialissima “apina”,  ogni attimo va vissuto. VISSUTO

In  questo viaggio che è la malattia oncologica ho conosciuto tante persone, ognuna reagisce specialissimamente… Spero di ritrovare propositività

Spero.

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2012 in cancro, Tristezza